Von der Leyen di nuovo nel mirino: arriva la quarta mozione di sfiducia in meno di sei mesi

Il Parlamento europeo torna a votare sulla Commissione von der Leyen: al centro lo scontro politico sull’accordo Ue-Mercosur
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Ursula Von der Leyen
Ursula Von der Leyen (Jeanne Accorsini/Ipa)

Una nuova mozione di censura contro Ursula von der Leyen è pronta ad arrivare nell’Aula del Parlamento europeo. È la quarta dall’inizio della legislatura e il bersaglio politico è l’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur, a cui i governi del blocco hanno dato l‘ok la scorsa settimana e che la presidente della Commissione andrà a firmare in Paraguay sabato 17 gennaio.

L’iniziativa parte dal gruppo dei Patrioti per l’Europa, che riunisce diverse forze sovraniste, tra cui la Lega di Matteo Salvini. Per i promotori, l’accordo rappresenta “un attacco diretto alla sovranità e alla sicurezza alimentare europee” e dimostrerebbe l’insistenza della Commissione su una linea giudicata non condivisa e priva di adeguate garanzie di reciprocità.

Dibattito il 19 gennaio, voto il 22

La mozione è stata dichiarata ammissibile dalla presidente del Parlamento Roberta Metsola e, salvo intoppi procedurali, seguirà uno schema già visto nei precedenti tentativi: dibattito in plenaria, previsto per lunedì 19 gennaio, e votazione, stabilita per giovedì 22 gennaio, durante la sessione di Strasburgo. Secondo fonti parlamentari, al dibattito è attesa la presenza dell’intero Collegio dei Commissari, compresa la diretta interessata: un segnale politico di compattezza dell’esecutivo.

Il testo è stato redatto dall’eurodeputato francese Thierry Mariani, esponente del Rassemblement National, e sostenuto dal gruppo dei Patrioti. Gli uffici dell’Eurocamera stanno verificando la validità delle firme raccolte – oltre il minimo richiesto – prima di dare il via libera definitivo alla procedura.

Perché il Mercosur è al centro dello scontro

Il casus belli resta la firma dell’accordo commerciale con il Mercosur, approvato dagli Stati membri dopo venticinque anni di negoziati. Per i promotori della mozione, l’intesa penalizzerebbe gli agricoltori europei e metterebbe sotto pressione settori considerati strategici, senza adeguate tutele ambientali e sanitarie.

Il presidente dei Patrioti per l’Europa, Jordan Bardella, ha accusato Bruxelles – e in particolare Parigi – di aver “ceduto” su un dossier che in Francia, potenza agricola del blocco, resta altamente sensibile. Un linguaggio simile era già stato utilizzato nella mozione presentata lo scorso ottobre, quando il gruppo denunciava l’indifferenza della capa dell’esecutivo verso “la forte e ripetuta opposizione” di Parlamenti nazionali, Parlamento europeo e mondo agricolo all’accordo.

Rassemblement National, di cui Bardella è leader, presenterà contemporaneamente una mozione di sfiducia separata al Parlamento francese.

I numeri della censura: una soglia quasi irraggiungibile

Dal punto di vista procedurale, per essere approvata alla mozione servono i due terzi dei voti espressi, che rappresentino la maggioranza assoluta dei membri del Parlamento: una soglia molto elevata.

È anche per questo che le possibilità di successo sono considerate minime. Nei precedenti tentativi del 2024, la Commissione è sempre uscita indenne. Ma se venisse approvata, in teoria la mozione costringerebbe l’intera Commissione a dimettersi.

Pur avendo scarse probabilità di ribaltare l’esecutivo, l’a mozione l’iniziativa ha una chiara valenza politica. Serve a tenere alta la pressione su von der Leyen e a riportare il Mercosur al centro del dibattito pubblico europeo, in un momento in cui l’agenda commerciale dell’Ue incrocia temi sensibili come agricoltura, ambiente e concorrenza globale.

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