Iran, l’Ucraina sostiene il Golfo contro i droni Shahed: “Aiutiamo chi ci aiuta”

Zelensky annuncia l'invio di esperti anti-droni Shahed nei Paesi del Golfo
2 ore fa
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Volodymyr Zelensky
Il presidente ucraino Zelensky nella regione ucraina di Volinia

La guerra in Iran potrebbe tramutare l’Ucraina da Paese sostenuto dagli Usa a Paese che sostiene gli Usa. I quattro anni di invasione russa hanno rafforzato la capacità produttiva e logistica di Kiev, che scende in campo al fianco degli Alleati contro il regime di Teheran.
“Aiutiamo chi ci aiuta”, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo aver disposto l’invio di esperti anti-droni Shahed in Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

Dietro questa mossa ci sono essenzialmente tre ragioni: durante la guerra in casa, l’esercito ucraino ha formato un numero di militari esperti nel contrastare i droni Shaed superiore rispetto a qualsiasi Paese occidentale; Russia e Iran sono alleati strategici; il presidente Zelensky vuole riportare dalla sua parte Donald Trump dopo le ultime dichiarazioni del tycoon.

A pochi giorni dal lancio dell’operazione Epic Fury, infatti, il presidente americano ha detto che Zelensky deve “decidersi sulla pace in Ucraina“, sostenendo che il leader ucraino non stia negoziando abbastanza, a differenza di Vladimir Putin che sarebbe pronto a un accordo.

All’indomani dei primi missili lanciati da Israele e Usa su Teheran, Zelensky ha ricordato che “Mosca ha lanciato oltre 57.000 droni di progettazione iraniana, specificamente del tipo Shahed, contro l’Ucraina per l’intera durata del conflitto”. Ora, tuona il presidente ucraino rivolto al Cremlino, “La Russia deve prendere nota del destino dei leader iraniani“.

“Tutti capiscono che l’unica vera esperienza nel respingere massicci attacchi Shahed proviene oggi dall’Ucraina“, ha detto Zelensky spiegando le ragioni del coinvolgimento ucraino in Medio Oriente.

Come l’Ucraina sta aiutando i Paesi del Golfo

La partecipazione ucraina in Medio Oriente è sia di tipo materiale, che logistico.

L’8 marzo, l’Institute for the study of war (Isw) ha rilevato la presenza di militari ucraini dispiegati nell’area del Golfo. Il giorno dopo, Kiev ha inviato droni intercettori e specialisti in Giordania per proteggere le basi americane. Ieri, 10 marzo, Zelensky ha confermato di aver inviato tre gruppi di esperti per le rispettive destinazioni nel Golfo Persico (Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita) avviando sul campo un coordinamento con le forze americane e locali.

Il 5 marzo, Zelensky ha scritto su X: “Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti per un supporto specifico nella protezione contro gli ‘Shahed‘ nella regione del Medio Oriente. Ho dato istruzioni di fornire i mezzi necessari e di assicurare la presenza di specialisti ucraini che possano garantire la sicurezza richiesta. Aiutiamo a difendere dalla guerra chi aiuta noi”.

Il baratto militare tra Kiev e Alleati

Quello di Zelensky non è semplice riconoscimento. L’intervento ucraino in Medio Oriente si lega alle necessità difensive interne dell’Ucraina: Zelensky propone di fornire i propri intercettori di droni ai Paesi del Golfo in cambio di missili Patriot Pac-2 e Pac-3. Negli ultimi mesi, l’Ucraina ha già riscontrato carenze nei sistemi di difesa aerea Patriot di fabbricazione statunitense, l’unica arma efficace per abbattere i missili balistici russi.
Questa sorta di baratto militare segue una logica economica: i sistemi occidentali scarseggiano negli arsenali di Kiev, ma restano indispensabili per bloccare i missili balistici russi; al contrario, l’uso di Patriot contro migliaia di droni risulta finanziariamente insostenibile, rendendo gli intercettori ucraini a basso costo una soluzione funzionale per la regione.

Perché Zelensky accomuna Russia e Iran

Il presidente ucraino ha dichiarato che: “La Russia sta manipolando il conflitto in Iran per migliorare la propria posizione” approfittando della ‘distrazione’ degli Alleati, mentre “L’Iran ha determinato il proprio trattamento fornendo droni d’attacco alla Russia”, oltre 57.000 del tipo Shahed secondo i dati di Kiev.

Per Zelensky, il raid di Usa e Israele è una grande occasione per stabilizzare la regione e indebolire i propri nemici: “È fondamentale che questa opportunità di trasformazione in Iran venga sfruttata in modo adeguato. La popolazione iraniana è stata lasciata per troppo tempo a badare a sé stessa, subendo violenze mentre resisteva al regime”, ha sottolineato il leader ucraino aggiungendo che il regime di Teheran ha “istigato la nascita di conflitti” per destabilizzare il Medio Oriente.

Zelensky ha espresso preoccupazione per il fatto che se la guerra in Iran dovesse rivelarsi lunga e intensa, potrebbe ridurre le forniture di armi all’Ucraina da parte dei suoi alleati occidentali, in particolare i sistemi di difesa aerea di cui ha bisogno per proteggersi dai missili russi.

“L’Ucraina – ha aggiunto l’inquilino di Mariyinski Palace – è pronta per nuovi colloqui di pace con la Russia sostenuti dagli Stati Uniti in qualsiasi momento, ma l’attenzione dei nostri partner è attualmente focalizzata sul conflitto in Iran“. Un conflitto che, per Zelensky, va concluso il prima possibile, anche sfruttando il know how acquisito dall’esercito ucraino in quattro anni di invasione russa.