L’Italia ha negato la base di Sigonella agli Usa. Il fatto, riportato dal Corriere della Sera stamattina, è avvenuto qualche giorno fa. È stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica, a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo che il piano di volo di alcuni asset aerei Usa prevedeva di atterrare nella base siciliana per poi partire verso il Medio Oriente. Ma nessuno aveva chiesto alcuna autorizzazione né aveva consultato i vertici militari italiani. Il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo. Le prime verifiche, riporta il quotidiano di via Solferino, avevano accertato che non si trattava di voli normali o logistici: di conseguenza, i velivoli non erano compresi nel trattato con il nostro Paese.
La decisione del ministro Crosetto
Pertanto, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dato mandato a Portolano di informare il Comando Usa che i bombardieri non erano autorizzati ad atterrare a Sigonella. La base siciliana viene usata dagli Stati Uniti fin dall’inizio della guerra in Iran a scopo di rifornimento, logistica e sorveglianza aerea. Se Washington vuole utilizzarla per ripartire a scopi bellici, occorre invece l’assenso preventivo del governo italiano. Peraltro, la premier Giorgia Meloni ha più volte chiarito che su queste decisioni intende coinvolgere il Parlamento.
Non è come la Spagna
L’episodio comunque non è un divieto generalizzato all’uso dell’installazione militare siciliana. Si tratta dunque di una situazione ben diversa dal caso spagnolo, con Madrid che invece ha subito negato l’uso le basi militari in Andalusia per lanciare missili verso l’Iran – una decisione che ha fatto infuriare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha minacciato il Paese iberico di ritorsioni. Sempre il governo di Pedro Sánchez ieri ha poi chiuso lo spazio aereo nazionale agli aerei americani diretti nel Golfo: ora dovranno ripiegare su altre rotte. Il tycoon ha risposto con sufficienza: “La Spagna non ci serve”.
Crosetto: “Basi restano attive, nulla è cambiato”
Nel caso italiano il divieto ha riguardato una situazione specifica e limitata. Crosetto ha infatti sottolineato in un post su X che “le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato”. “Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa”, ha scritto nel medesimo post, aggiungendo che “il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento e alla linea ribadita anche in Consiglio Supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni”.
“Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento), in assenza della quale non è possibile concedere nulla, e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Terzium non datur”, prosegue.
“In ultimo voglio ribadire che non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi”, conclude il ministro nel post.
Il governo: “Italia agisce nel rispetto degli accordi”
Anche Palazzo Chigi ha sottolineato in una nota che “l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere. La linea dell’esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica”.
“Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato. Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione“, continua la nota. Il Governo continuerà “ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del Governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale”.
Bonelli: “Governo si nasconde dietro l’ipocrisia”
La decisione di Crosetto è stata ritenuta giusta da tutto l’arco parlamentare, ma le opposizioni allo stesso tempo hanno gridato all’ipocrisia del governo. Per la segretaria del Pd, Elly Schlein, il ‘caso’ Sigonella “conferma le preoccupazioni che, proprio sulla base siciliana, abbiamo avanzato in tutte queste settimane: gli Usa vogliono utilizzare il nostro territorio come piattaforma per la guerra in Medio Oriente. Negare l’autorizzazione da parte dell’Italia non può essere una decisione sporadica, deve diventare una linea politica espressa con chiarezza, anche in vista di future improprie richieste dal comando Usa”.
“Da Sigonella, con regolarità, parte il Triton, drone di monitoraggio che poi va a bombardare. Allo stesso modo, dalla base di Camp Darby, a Pisa, vengono caricati missili e armi che poi vanno a bombardare l’Iran. È certamente un fatto positivo aver negato (l’atterraggio ai bombardieri Usa, ndr) ma non nascondiamoci dietro l’ipocrisia. L’Italia continua a fornire assistenza logistica a operazioni militari di questa guerra che stanno devastando e destabilizzando il pianeta, con conseguenze gravissime anche sul piano economico per il nostro Paese”, ha dichiarato a Coffee break, su La7, Angelo Bonelli
Per il deputato di Avs, “il governo dovrebbe avere il coraggio di fare un passo in più: prendere una posizione chiara e netta, e segnare una distanza dalle politiche di questo bullo del pianeta, come Donald Trump, che pensa di governare il mondo attraverso la supremazia militare”.
Concorde il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, per il quale è “doveroso il no ai bombardieri americani all’utilizzo delle nostre basi. Un atto dovuto imposto dalla nostra Costituzione. Ora il governo faccia un passo in più anch’esso dovuto: neghi anche il supporto logistico offerto dalle nostre basi considerato che quelli americani e israeliani sono attacchi armati condotti in palese violazione del diritto internazionale”.
