Sì all’euro digitale, mantenendo il ruolo del contante: la posizione del Consiglio Ue

La posizione sorpassa la relazione dell’eurodeputato Fernando Navarrete, che annacqua il progetto prevedendo un uso solo off line della moneta digitale, che per i capi di governo deve invece funzionare anche on line
2 mesi fa
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Euro Digitale
(Canva)

Sì all’introduzione dell’euro digitale, mantenendo il ruolo del contante. Il Consiglio europeo, nella lunga sessione di giovedì scorso, ha concordato all’unanimità la propria posizione negoziale sul progetto della moneta digitale, nato nell’Eurozona nel 2021 e diventato nell’ultimo anno una priorità per l’autonomia strategica dei pagamenti del blocco.

La posizione sorpassa la relazione dell’eurodeputato Fernando Navarrete Rojas, approvando uno schema in cui l’euro digitale funzionerà off line e on line. Il rapporto del legislatore del Partito Popolare europeo chiede invece che l’online sia lasciato a iniziative paneuropee private, e di fatto annacqua il progetto della Banca Centrale Europea (Bce).

“La proposta di un euro digitale mira specificamente a rafforzare la resilienza dell’infrastruttura dei pagamenti nell’area dell’euro. L’accordo del Consiglio invia quindi un chiaro segnale che l’Ue è in grado di agire su questo importante programma”, ha commentato Morten Bødskov, ministro danese dell’industria, degli affari e degli affari finanziari. La Danimarca detiene la presidenza di turno del Consiglio e in questo semestre si è spesa per portare avanti l’iniziativa.

L’euro digitale secondo il Consiglio

L’euro digitale, come specificato anche dalla Bce, si affiancherebbe al contante senza sostituirlo, e sarebbe utilizzato da privati e imprese per effettuare pagamenti in qualsiasi momento e ovunque nell’eurozona. Si tratterebbe di una moneta emessa direttamente dalla Banca Centrale, ragion per cui contribuirebbe a preservare la moneta ‘fiat’ come principale àncora del sistema di pagamenti e baluardo rispetto alle stablecoin.

Secondo la posizione adottata dal Consiglio, l’euro digitale deve:

essere disponibile online o offline;
• consentire pagamenti e trasferimenti di denaro garantendo un elevato grado di privacy;
coesistere con i mezzi di pagamento privati, nazionali e internazionali;
avere dei limiti di detenzione contemporanea su conti digitali online e in portafogli digitali, con l’obiettivo di evitare che venga utilizzato come riserva di valore, con potenziali impatti sulla stabilità finanziaria. I limiti saranno stabiliti dalla Bce nel rispetto di un massimale complessivo concordato dal Consiglio, da rivedere almeno ogni due anni;

Inoltre il Consiglio prevede che:

  • i prestatori di servizi di pagamento non possano addebitare ai consumatori alcun costo per determinati servizi obbligatori, come l’apertura e la chiusura dei conti, l’esecuzione di transazioni in euro digitali, il finanziamento e il prelievo di fondi da e verso conti o portafogli in euro digitali presso lo stesso prestatore. Alcuni servizi a valore aggiunto potranno tuttavia essere soggetti a commissioni;
  • siano salvaguardati l’accettazione del contante come metodo di pagamento in tutta l’area dell’euro, l’accesso delle persone al contante, e la libertà di scegliere il metodo di pagamento preferito. Gli Stati membri sono tenuti a monitorare il livello di accettazione del contante e ad adottare piani o misure di resilienza del contante per far fronte a situazioni di interruzioni diffuse e gravi della continuità dei sistemi di pagamento elettronici;
  • siano previsti tetti alle commissioni e condizioni di accesso eque alle infrastrutture tecnologiche per i prestatori di servizi di pagamento.

Cosa succede ora

Con l’approvazione della propria posizione, il Consiglio può avviare i negoziati con il Parlamento europeo sull’euro digitale e sul corso legale del denaro contante; una volta che la proposta di definizione del quadro giuridico sarà stata adottata dai due organi, spetterà poi alla Bce decidere se emettere l’euro digitale. L’istituto di Francoforte ha commentato la decisione del Consiglio definendola “un passo decisivo”, e si è detto pronto “per una potenziale prima emissione dell’euro digitale nel corso del 2029, a condizione che il Regolamento sull’euro digitale venga adottato dai co-legislatori europei nel 2026”.

Le prossime date importanti: a maggio l’Europarlamento dovrebbe approvare il regolamento sull’euro digitale, e poi il trilogo dovrebbe procedere con la definizione entro dicembre 2026. “Se la moneta di banca centrale diventasse marginale nel mondo digitale, restare a guardare non è un’opzione“, ha avvisato Piero Cipollone, membro del comitato della Bce, durante una tavola rotonda organizzata la scorsa settimana dal think tank Aspen Institute Italia.