La risposta di Ursula a Trump: “Se attacchi uno di noi, attacchi tutti noi”. Il discorso integrale da Samarcanda

La presidente della Commissione risponde duramente all’imposizione di dazi universali da parte degli Stati Uniti, un danno per l’economia globale e per i cittadini. Ribadisce la disponibilità dell’UE al dialogo, ma annuncia contromisure
19 ore fa
3 minuti di lettura
Ursula von der leyen

Ursula von der Leyen, alle 5 del mattino ora italiana, si è collegata da Samarcanda in Uzbekistan per rispondere alla raffica di dazi annunciata da Donald Trump nel suo discorso dal Giardino delle Rose della Casa Bianca. Ecco una trascrizione in italiano dell’intervento della presidente della Commissione europea:

“L’annuncio del Presidente Trump di introdurre dazi universali contro tutto il mondo, compresa l’Unione Europea, rappresenta un duro colpo per l’economia globale. Mi rammarico profondamente per questa scelta. Dobbiamo essere lucidi sulle sue immense conseguenze: l’economia mondiale ne soffrirà enormemente, l’incertezza aumenterà e alimenterà una nuova ondata di protezionismo.

Le ripercussioni saranno gravi per milioni di persone in tutto il mondo, in particolare per i Paesi più vulnerabili, oggi soggetti ad alcuni dei dazi più elevati imposti dagli Stati Uniti. È l’opposto di ciò che avremmo voluto ottenere. Questi dazi danneggeranno anche i consumatori a livello globale, e lo faranno fin da subito.

Milioni di cittadini si troveranno ad affrontare scontrini della spesa più alti, farmaci più costosi, trasporti più cari. L’inflazione aumenterà, colpendo soprattutto i più fragili. Tutte le imprese — grandi e piccole, ovunque esse si trovino — subiranno le conseguenze fin dal primo giorno.

Dall’incertezza al caos nelle catene di approvvigionamento, fino all’aumento della burocrazia, i costi per fare affari con gli Stati Uniti aumenteranno drasticamente. E, quel che è peggio, non sembra esserci alcun ordine in questo disordine. Nessuna direzione chiara per orientarsi nel caos che si sta generando, colpendo indistintamente tutti i partner commerciali degli USA.

Negli ultimi 80 anni, il commercio tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti ha creato milioni di posti di lavoro. I consumatori da entrambe le sponde dell’Atlantico hanno beneficiato di prezzi più bassi. Le imprese hanno avuto accesso a enormi opportunità, che hanno portato a una crescita e una prosperità senza precedenti. Allo stesso tempo, siamo consapevoli che l’attuale sistema commerciale globale presenta gravi lacune.

Concordo con il Presidente Trump sul fatto che alcuni Paesi stiano approfittando in modo scorretto delle regole attuali. E sono pronta a sostenere qualsiasi sforzo volto a rendere il sistema commerciale internazionale più adatto alle sfide dell’economia globale di oggi. Ma voglio anche essere chiara: ricorrere ai dazi come unica soluzione non risolverà questi problemi.

Per questo, fin dall’inizio, ci siamo detti pronti a negoziare con gli Stati Uniti per rimuovere le barriere ancora esistenti al commercio transatlantico. Ma, allo stesso tempo, siamo anche pronti a reagire. Stiamo già finalizzando il primo pacchetto di contromisure in risposta ai dazi sull’acciaio.

E ora ci stiamo preparando a ulteriori misure per difendere i nostri interessi e le nostre imprese, nel caso in cui i negoziati fallissero. Osserveremo con attenzione anche gli effetti indiretti di questi dazi, perché non possiamo assorbire da soli l’eccesso di capacità produttiva a livello mondiale, né accetteremo pratiche di dumping sui nostri mercati. Come europei, difenderemo sempre i nostri interessi e i nostri valori.

E difenderemo sempre l’Europa. Ma esiste un’alternativa. Non è troppo tardi per affrontare queste preoccupazioni attraverso il dialogo. Per questo il nostro Commissario al Commercio, Maroš Šefčovič, è costantemente in contatto con i suoi omologhi statunitensi. Continueremo a lavorare per abbattere le barriere, non per innalzarle.

So che molti di voi si sentono traditi dal nostro più antico alleato. Sì, dobbiamo prepararci all’impatto che tutto ciò inevitabilmente avrà. Ma l’Europa ha tutto ciò di cui ha bisogno per affrontare la tempesta. Siamo uniti. Se attaccano uno di noi, attaccano tutti noi. Per questo resteremo uniti e ci sosterremo a vicenda.

La nostra unità è la nostra forza. L’Europa ha il mercato unico più grande del mondo, con 450 milioni di consumatori. È il nostro porto sicuro in tempi turbolenti. E l’Europa sarà al fianco di chi sarà colpito direttamente. Abbiamo già annunciato nuove misure di sostegno per i settori dell’acciaio e dell’automobile.

La scorsa settimana abbiamo limitato la quantità di acciaio che può essere importato in Europa senza dazi. Questo darà respiro a industrie strategiche. Ora convocheremo anche tavoli di confronto con i settori dell’acciaio, dell’automotive, della farmaceutica — e ne seguiranno altri.

L’Europa è compatta, al fianco delle nostre imprese, dei nostri cittadini, di tutti gli europei. E continueremo a costruire ponti con tutti coloro che, come noi, credono in un commercio equo e basato su regole.”