Putin: “Kiev si ritiri, o combatteremo fino all’ultimo ucraino”

Per la prima volta dalla presentazione del piano di pace Usa-Russia, il capo del Cremlino interviene, e conferma le sue richieste massimaliste. Ma rassicura l'Europa: "Ridicolo pensare che l'attaccheremo"
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Vladimir Putin in Alaska per incontro con Donald Trump (Sergei Bulkin/Ipa)
Vladimir Putin al vertice di Ferragosto in Alaska sull'Ucraina (Sergei Bulkin/Ipa)

Se non si ritirano dai territori in loro possesso, raggiungeremo i nostri obiettivi con la forza delle armi“. La minaccia viene dal presidente russo Vladimir Putin che ieri, durante un viaggio in Kirghizistan, ha accusato Kiev di voler combattere “fino all’ultimo ucraino” e ha aggiunto che anche la Russia sarebbe pronta a fare altrettanto “in linea di principio”.

“Le truppe ucraine devono ritirarsi dai territori in loro possesso, e allora i combattimenti cesseranno. Questo è tutto”, ha affermato il capo del Cremlino, che lega il cessate il fuoco e la pace a una condizione irricevibile per l’Ucraina: la cessione di parti della propria Nazione, che peraltro Mosca ad oggi non è riuscita ancora a controllare.

Le regioni a cui si riferisce Putin sono la Crimea, annessa illegalmente nel 2014, e il Donbass, costituito da Luhansk e Donetsk, che è quasi tutto ma non del tutto in mano russa. Secondo le mappe filo-ucraine, le forze russe controllano oltre il 19% dell’Ucraina, mentre l’Istituto per lo Studio della Guerra ha calcolato che a questo ritmo Mosca impiegherebbe quasi altri due anni per conquistare il resto del Donetsk.

Putin: piano di pace Usa-Ucraina “base per accordi futuri”

Le parole di ieri di Putin sono le prima da quando è partito l’intenso lavorio diplomatico seguito all’improvvisa presentazione da parte americana di un piano di pace in 28 punti. Il testo è stato subito osteggiato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dall’Unione europea, tenute fuori dai giochi, che lo hanno ritenuto inaccettabile perché troppo sbilanciato verso Mosca. In effetti in settimana sono trapelati alcuni audio tra russi e americani, intercettati da ignoti e diffusi da Bloomberg, che confermerebbero come di fatto il documento venisse dal Cremlino.

Kiev e Ue hanno presentato una propria controproposta che puntava a smorzare le parti più irricevibili dei 28 punti e sono arrivati a un piano in 19 punti che Putin ieri per la prima volta ha definito come una possibile “base per accordi futuri“.

“Vediamo che la parte americana tiene conto della nostra posizione”, ha detto, precisando subito che “su altre questioni, è chiaro che dobbiamo sederci e parlare“. Una di queste riguarda proprio i territori contesi, che secondo la proposta dovrebbero essere riconosciuti de facto, ma non legalmente, dalla comunità internazionale, compresi gli Usa (l’Ucraina non sarebbe obbligata a farlo). Una soluzione che al leader del Cremlino non piace: “Questo è il punto della nostra discussione con le nostre controparti americane”.

Crimea e Donbass, insieme alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e alle dimensioni delle sue forze armate, sono il principale punto di scontro tra Mosca e Kiev. E sono un tema fondamentale anche per Bruxelles, che lega la sopravvivenza dell’Ucraina alla propria.

“Ridicolo pensare che la Russia attaccherà l’Europa”

È ridicolo pensare che la Russia attaccherà l’Europa”, ha tuttavia affermato Putin facendo riferimento alle preoccupazioni degli europei e ai ripetuti avvertimenti secondo cui la Federazione aggredirà l’Unione nel prossimo futuro. Nell’ultimo anno il blocco ha avviato un pesante sforzo per riarmarsi proprio in funzione di deterrenza verso Mosca, che ha molto criticato il progetto. In ogni caso, ha aggiunto il capo del Cremlino, lui è disponibile a impegnarsi formalmente a non procedere contro l’Ue.

Mercoledì davanti all’Europarlamento la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito la situazione della guerra in Ucraina “instabile” e “pericolosa” e ha accusato la Russia di non avere “una reale intenzione” di avviare colloqui di pace. Inoltre, secondo la capa dell’esecutivo comunitario, Mosca porta avanti una mentalità post-Seconda guerra mondiale e considera il continente europeo come una “sfera di influenza” da spartire, come per l’appunto durante la guerra fredda.

Zelensky illegittimo

Putin ieri è anche tornato su un suo cavallo di battaglia, ovvero che la leadership ucraina è illegittima e che dunque è legalmente impossibile per Mosca firmare un accordo con Kiev. “In linea di massima, ovviamente, vogliamo raggiungere un accordo con l’Ucraina. Ma al momento questo è praticamente impossibile. Impossibile dal punto di vista legale“, ha detto il capo del Cremlino.

In effetti il mandato di Zelensky è scaduto in primavera, ma dall’invasione russa nel 2022 il Paese è sotto legge marziale e non può tenere le elezioni programmate. E questo senza considerare l’impossibilità pratica e logistica di procedere a un voto. In ogni caso, a inizio 2025 il parlamento ucraino ha votato all’unanimità per affermare la legittimità del presidente.

Witkoff a Mosca la prossima settimana

Putin ha poi confermato che l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, sarà a Mosca all’inizio della prossima settimana. Witkoff, socio in affari del tycoon e immobiliarista, è stato accusato di essere troppo filo-Mosca a causa di quanto emerso da uno degli audio diffusi da Bloomberg, in cui istruisce la controparte russa su come ‘imbonire’ il presidente americano e su come ottenere il massimo dall’accordo in discussione. Per il capo del Cremlino non ci sarebbe alcuna parzialità, anzi “sarebbe sorprendente se Witkoff (…) ci lanciasse maledizioni, fosse molto maleducato e poi arrivasse per stringere legami con noi”.

Tornando alla diplomazia, il segretario dell’esercito americano Dan Driscoll visiterà Kiev in settimana, ha fatto sapere il principale collaboratore presidenziale dell’Ucraina, Andriy Yermak, in queste settimane investito da un gravissimo scandalo di corruzione. Mentre le delegazioni ucraina e statunitense si incontreranno in queste ore per “continuare ad avvicinare i punti emersi dai colloqui di Ginevra”, ha annunciato ieri sera Zelensky.

Il quale ha aggiunto che “la prossima settimana ci saranno colloqui importanti anche con me”. “Stiamo preparando un terreno solido per tali colloqui. L’Ucraina rimarrà saldamente in piedi. Resterà sempre in piedi”, ha concluso.