Primo ok dell’Europarlamento all’accordo commerciale tra Ue e Stati Uniti raggiunto nel luglio 2025 a Turnberry, in Scozia, dopo mesi di difficili negoziati. Sul tema si è espressa stamattina, dopo alcuni rinvii, la Commissione commercio internazionale. Favorevoli 29, contrari 9, astenuto 1. Nello specifico, gli eurodeputati hanno dato parere favorevole a due proposte legislative che prevedono l’eliminazione della maggior parte dei dazi doganali sui prodotti industriali e agricoli provenienti dagli Stati Uniti, in attuazione appunto dell’accordo di Turnberry. Ma lo hanno fatto prevedendo una serie di condizioni, riassumibili come le cosiddette ‘cinque S’: una soluzione specifica per l’acciaio e l’alluminio, una clausola di scadenza, una disposizione di standstill, un meccanismo di salvaguardia e un articolo di sospensione rafforzato.
“Una rete di sicurezza chiara e multilivello”
Il via libera infatti è arrivato dopo che l’iter parlamentate per l’approvazione dell’intesa si era arenato a causa delle crescenti tensioni tra le due sponde dell’Atlantico dovute al proponimento espresso dal presidente americano Donald Trump di prendere la Groenlandia anche con la forza e alle sue reiterate minacce di nuovi dazi, non da ultimo dopo la sentenza della Corte suprema degli Usa che ha bocciato parzialmente la politica commerciale della Casa Bianca: tutte cose che hanno fatto ritenere a parte dell’Eurocamera che fossero necessarie delle garanzie di fronte all’inaffidabilità della controparte.
“Abbiamo concordato una rete di sicurezza chiara e multilivello che affronti le principali carenze della proposta della Commissione”, ha spiegato in una nota il socialdemocratico Bernd Lange, capo della Commissione e relatore del Parlamento per il dossier.
I Socialisti e Democratici, critici sull’accordo di Turnberry, alla vigilia del voto in un comunicato hanno precisato che il voto non è un’approvazione dell’intesa quanto alle garanzie introdotte.
Clausola di sospensione e Clausola di decorrenza (sunrise)
Entrando nello specifico di tali garanzie, “innanzitutto, qualora i dazi dovessero concretizzarsi, sospenderemmo immediatamente l’iter legislativo per l’attuazione delle preferenze tariffarie sui prodotti statunitensi (clausola di sospensione, ndr). Le minacce tariffarie contro uno di noi rappresentano una minaccia contro tutti noi”, ha spiegato Lange chiarendo che “qualsiasi dazio imposto all’Ue o a uno dei suoi Stati membri a causa delle loro decisioni di politica estera è inaccettabile”.
“È inoltre evidente che, qualora gli Stati Uniti decidessero di aumentare le attuali tariffe previste dalla Sezione 122 dal 10% al 15% su tutta la linea, la maggior parte dei prodotti Ue sarebbe soggetta a una tariffa effettiva superiore al limite del 15% a causa dell’aggiunta della clausola della nazione più favorita. Anche questo sarebbe inaccettabile e porterebbe alla sospensione del nostro lavoro sui dossier”, ha proseguito con riferimento alla decisione di Trump di rilanciare dopo la sentenza della Corte Suprema.
Come altra garanzia, la Commissione commercio ha “concordato una clausola di entrata in vigore anticipata, il che significa che, pur potendo adottare una legislazione per attuare l’accordo, le preferenze tariffarie per i prodotti statunitensi diventeranno effettive solo quando gli impegni presi a Turnberry saranno effettivamente rispettati dalla parte statunitense (clausola sunrise, ndr)”.
Prevista poi una maggiore protezione per le importazioni di acciaio: “Un altro criterio che dovrà essere soddisfatto prima che il regolamento entri in vigore è la riduzione delle tariffe sui prodotti Ue che contengono meno del 50% di acciaio o alluminio, dal 50% al 15%”, ha affermato Lange.
A tal proposito, il rappresentante commerciale americano Jamieson Greer avrebbe comunicato al capo della Commissione Inta, in questi giorni a Washington, di voler ridurre la lista di prodotti in acciaio soggetti a dazi elevati. Una posizione smentita però dalla Casa Bianca, che ha definito “ogni discussione” come “speculazione infondata”.
“Il Parlamento intende avere l’ultima parola”
Lange ha infine ribadito il ruolo dell’Europarlamento: “Oggi abbiamo raggiunto un’ampia maggioranza a sostegno di un testo solido che mira a fornire una dose di stabilità, equità e fermezza nei nostri rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Il nostro messaggio è chiaro: non prenderemo alcuna decisione definitiva senza chiarezza. Il Parlamento intende rimanere al comando e avere l’ultima parola sull’applicazione dell’accordo“.
Parole che rimandano ad un altro accordo commerciale, quello con i Paesi del Mercosur, bloccato dall’Eurocamera e attuato in via provvisoria dalla Commissione, in attesa del richiesto parere della Corte di Giustizia europea.
Tornando all’intesa con gli Usa, le due proposte legislative saranno ora votate dall’intero Parlamento nella prossima sessione plenaria, il 26 marzo, prima che possano iniziare i negoziati con le capitali sulla forma definitiva della legislazione.
