L’Europa intensifica la cooperazione con l’Asia centrale in ambiti strategici come il commercio, le materie prime critiche e la transizione verde. Ieri e oggi la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa, accolti dal presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev, hanno preso parte a Samarcanda al primo vertice in assoluto tra l’Ue e le ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale: Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.
Obiettivo dell’incontro: avviare una partnership più stretta e rafforzare i legami economici, commerciali e di investimento tra i Ventisette e i cinque Paesi asiatici, nel solco della strategia dell’Ue sull’Asia centrale del 2019 e della tabella di marcia congiunta per approfondire i legami tra l’Ue e l’Asia centrale adottata il 23 ottobre 2023 a Lussemburgo.
Insomma, se Trump colpisce con i dazi, l’Unione europea diversifica. Da una parte prende tempo per avviare le sue contromisure, anche dette ‘bazooka’, in modo da poter negoziare col presidente Usa, che d’altronde dopo aver annunciato le nuove tariffe urbi et orbi ha fatto sapere a stretto giro che le riconsidererà se riceverà “proposte fenomenali”; dall’altra cerca nuovi mercati e nuove partnership strategiche. Obiettivi non dell’ultimo momento, vedi i decennali negoziati che hanno portato all’accordo coi Paesi del Mercosur o gli accordi recenti con India e Sudafrica, ma che nel mutato contesto geopolitico assumono una rilevanza ancora maggiore.
Disimpegno Usa, Cina e Russia (e Ue) ne approfittano
Il vertice, incentrato sulla cooperazione in materia di sicurezza, connettività, partenariati energetici e sviluppo regionale, si affianca al Samarkand Climate Forum, e dimostra l’interesse dell’Europa nel guidare lo sviluppo sostenibile e il dialogo multilaterale in una regione dove peraltro gli Usa di Trump stanno disimpegnandosi, aprendo opportunità per altri attori e altre potenze.
Non a caso la Russia ha intensificato il proprio soft power nell’area, attraverso l’agenzia di cooperazione culturale Rossotrudnichestvo (Federal Agency for the Commonwealth of Independent States Affairs, Compatriots Living Abroad, and International Humanitarian Cooperation), che ha potenziato le sue attività, mentre la Cina prosegue la sua tattica di presenza attraverso investimenti infrastrutturali.
Qui si inserisce l’Unione: “Viviamo in un mondo di disordine e frammentazione in cui l’unica soluzione praticabile per l’Ue è quella di costruire partnership più forti per promuovere la pace e la prosperità. È un mondo multipolare che richiede un impegno maggiore e personalizzato”, ha sottolineato António Costa.
Le aree della cooperazione Ue-Asia
Quattro le aree prioritarie di cooperazione su cui punteranno le parti: corridoi di trasporto, materie prime critiche, energia pulita e connettività digitale. La presidente dell’esecutivo Ue ha anche annunciato un Global Gateway Investment Package da 12 miliardi di euro che riunirà investimenti dall’Unione e dagli Stati membri in un approccio “Team Europe“.
Per quanto riguarda la logistica, von der Leyen ha sottolineato la posizione strategica dell’area, “cuore pulsante dell’Eurasia”, e dunque la sua importanza per il programma di investimenti Ue Global Gateway. I 12 mld di euro annunciati oggi si aggiungono infatti ai 10 mld decisi al Global Gateway Investors’ Forum di gennaio 2024 e destinati allo sviluppo di corridoi di trasporto efficienti, reti, catene del valore. Tra questi, particolarmente importante è il Trans-Caspian Transport Corridor, che dimezzerà i tempi di viaggio via terra tra Europa e Asia centrale e che potenzierà i collegamenti e gli scambi commerciali anche tra le cinque repubbliche.
Fondamentale di questi tempi poi è il capitolo materie prime critiche: la regione asiatica ha il 40% delle riserve globali di manganese, così come litio, grafite e altri minerali, indispensabili per l’industria tech e per la transizione ecologica. L’obiettivo anche qui è una partnership a lungo termine, nella quale l’Ue contribuisca allo “sviluppo delle industrie locali”, e per questo oggi è stata adottata una Dichiarazione congiunta di intenti Ue-Asia sulle materie prime critiche.
E a proposito di transizione ecologica, von der Leyen ha ricordato come l’area punti a diventare un polo di energia pulita: eolica in Kazakistan, solare in Uzbekistan e Turkmenistan, idroelettrica in Tagikistan e Kirghizistan, e geotermica in tutta la regione. Anche in questo settore l’Ue vuole cooperare, non a caso von der Leyen e Costa hanno preso parte al Forum sul clima di Samarcanda in corso oggi, che mira a affrontare le minacce regionali e globali causate dal cambiamento climatico e a riaffermare un impegno collettivo.
Quanto infine alla connettività, von der Leyen ha sottolineato che per molte persone, l’accesso a Internet è ancora un sogno lontano. L’Europa può mettere in campo “una rete di satelliti di livello mondiale, che può raggiungere le aree più remote dove i cavi dati potrebbero non arrivare mai”.
Nel corso del vertice si è parlato anche di sicurezza, intesa in modo ampio: dalle minacce ibride a quelle chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN), dalla prevenzione e il contrasto della radicalizzazione e del terrorismo ai controlli delle frontiere, dalla lotta al traffico di droga e alla tratta di esseri umani alla resilienza contro la disinformazione.
L’Ue è il secondo partner commerciale della regione
L’Ue è il secondo partner commerciale della regione (22,6% del commercio estero combinato nel 2023), nonché il più grande investitore, a cui fanno capo oltre il 40% degli investimenti. La cooperazione tra le due aree si baserà sulla piena attuazione degli accordi bilaterali di partenariato e cooperazione rafforzati (Epca) attuali e futuri, sul solco di quello firmato nel giugno 2024 con il Kirghizistan e di quelli in programma nel 2025 con l’Uzbekistan e il Tagikistan.
Le parti hanno anche deciso di rafforzare la presenza della Banca centrale europea nella regione. La Bei d’altronde ha concordato quattro protocolli d’intesa con partner in Tagikistan, Kirghizistan e Uzbekistan, che sbloccheranno fino a 365 milioni di euro per trasporti sostenibili, gestione delle risorse idriche, edilizia efficiente dal punto di vista energetico e resilienza climatica.
“Nuove barriere globali sorgono, gli investimenti vengono reindirizzati o tagliati. I poteri in tutto il mondo si stanno ritagliando nuove sfere di influenza. Ma qui a Samarcanda, mostriamo che c’è un altro modo”, ha concluso von der Leyen.