Un nuovo pacchetto di investimenti destinato alla Groenlandia, in modo da dare un ulteriore giro di vite al legame tra Bruxelles e Nuuk. Il commissario europeo per i Partenariati Internazionali Jozef Sikela lo ha confermato lunedì a Copenaghen, dove ha incontrato il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen e la capa della missione della Groenlandia presso l’Ue, Tove Sovndahl Gant.
Il messaggio politico di Bruxelles
“Sono qui per inviare un messaggio chiaro: sosteniamo con fermezza il diritto dei groenlandesi di decidere del proprio futuro con investimenti sostanziali che migliorino la vita quotidiana“, ha scritto Sikela su X facendo anche sapere di aver “presentato il consistente pacchetto di investimenti che stiamo preparando insieme alle autorità groenlandesi” e di “aver discusso su come allineare le nostre priorità per massimizzare il nostro impatto”.
Al momento, tuttavia, non sono stati diffusi dettagli sul contenuto finanziario o operativo delle misure annunciate.
Riassunto delle puntate precedenti
L’isola artica è stata recentemente al centro di una disputa che ha rischiato di distruggere l’Alleanza Atlantica e che, nonostante la deescalation, non può ancora dirsi conclusa. Dal suo ritorno alla Casa Bianca ormai un anno fa, infatti, Donald Trump ha ripreso il suo mai dimenticato sogno di acquistare la Groenlandia, solo che stavolta ha chiaramente detto che avrebbe usato anche la forza per prenderne possesso. La situazione si è aggravata questo mese, con una pressione crescente da parte del governo Usa – tra minacce, post provocatori e offerte di denaro ai groenlandesi- che ha messo in pericolo le fondamenta dell’Alleanza e della relazione con l’Europa. L’isola infatti è territorio autonomo appartenente al Regno di Danimarca, membro Ue e Nato.
Al Forum economico di Davos, il presidente americano ha poi sorpreso tutti annunciando che non userà mezzi militari e che è soddisfatto dell’accordo raggiunto sul territorio conteso con il segretario dell’Alleanza Atlantica Mark Rutte. I contorni di quest’intesa non sono ancora chiari, così come il titolo di Rutte per negoziare con gli Usa sull’isola.
Gli investimenti Ue già in essere
Il nuovo pacchetto si inserisce sulla scia della cooperazione già esistente tra Unione europea e Groenlandia, sviluppato nell’ambito della strategia Global Gateway. Per il periodo 2021-2027, Bruxelles ha stanziato 225 milioni di euro a favore dell’isola artica per interventi su sviluppo sostenibile, istruzione, crescita verde ed energie rinnovabili.
A questi si aggiungono accordi già firmati nel 2024, che prevedono circa 71,25 milioni di euro destinati a programmi di istruzione e competenze e circa 22,5 milioni di euro per la crescita verde e le energie pulite. Complessivamente, dunque, il valore della partnership strategica Ue-Groenlandia già operativa ammonta a circa 94 milioni di euro.
L’Unione europea è oggi il secondo maggiore contributore al bilancio pubblico groenlandese dopo la Danimarca, che ha anch’essa annunciato un aumento delle risorse in campo, con trasferimenti annuali pari a 49 milioni di euro. Di questi, 32 milioni vengono dall’attuale quadro finanziario pluriennale, e 17 milioni dall’accordo di pesca tra Ue e Groenlandia, rinnovato nel dicembre 2024.
Secondo le proposte avanzate dalla Commissione, la dotazione annuale di 32 milioni potrebbe salire a quasi 76 milioni di euro a partire dal 2028. A settembre, inoltre, Bruxelles ha ipotizzato di raddoppiare il sostegno finanziario complessivo all’isola nel prossimo bilancio settennale dell’Ue, superando i 530 milioni di euro.
L’Ue e la dimensione strategica dell’Artico
Il rafforzamento del legame con la Groenlandia si inserisce in una visione più ampia delineata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in due recenti interventi a Davos e successivamente al Parlamento europeo. In entrambe le occasioni, von der Leyen ha parlato di un piano Ue più ampio per la sicurezza artica, anche alla luce delle crescenti pressioni geopolitiche nella regione.
“Stiamo lavorando a un pacchetto a sostegno della sicurezza artica. Un primo pilastro sarà un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia, in particolare per sostenere ulteriormente l’economia e le infrastrutture locali”, ha detto a Strasburgo e confermato al World Economic Forum.
Il secondo pilastro della strategia riguarda nello specifico la sicurezza. Bruxelles intende rafforzare le proprie capacità operative nella regione, anche attraverso la “capacità europea di rompighiaccio e di altre attrezzature vitali per la sicurezza dell’Artico”, e intensificare la cooperazione con partner come Regno Unito, Canada, Norvegia e Islanda, in coordinamento con la Nato “per una più ampia sicurezza dell’Artico”. Per Von der Leyen una collaborazione in tal senso è “chiaramente nel nostro interesse comune e intensificheremo i nostri investimenti”. La capa dell’esecutivo Ue ha anche suggerito di “utilizzare l’aumento della spesa europea per la difesa”.
Materie prime critiche e filiere strategiche
Un ulteriore capitolo riguarda le materie prime critiche. La Groenlandia, fa sapere la Commissione, ospita 25 delle 34 materie prime considerate essenziali per la transizione verde e digitale europea, tra cui grafite, molibdeno e terre rare. L’Unione punta perciò a sostenere “lo sviluppo di attività ad alto valore aggiunto lungo la catena di approvvigionamento” e a garantire allo stesso tempo “elevati standard di sostenibilità ambientale”.
In questo quadro rientra anche l’attenzione al cambiamento climatico. Circa l’80% del territorio groenlandese è coperto da una calotta glaciale, il che significa che l’isola è particolarmente vulnerabile agli effetti del riscaldamento globale. Bruxelles e Nuuk hanno ribadito l’impegno comune per ridurre le emissioni di gas serra e preservare l’ecosistema artico.
Un ufficio Ue a Nuuk
La volontà di radicare la presenza europea sull’isola non è però degli ultimi mesi: il 15 marzo 2024, von der Leyen ha infatti inaugurato un ufficio dell’Unione europea a Nuuk.
“Questo ufficio ci consente di lavorare direttamente con le autorità e la società groenlandesi, perché è presente sul territorio ed è operativo. E, come potete vedere dalla sua apertura due anni fa, l’importanza che l’Unione europea attribuisce alla nostra partnership con la Groenlandia è significativa. Abbiamo sempre investito in questa relazione. Continuiamo naturalmente a prestare grande attenzione a questa questione”, ha evidenziato la portavoce della Commissione Arianna Podestà.
In concomitanza con l’apertura della rappresentanza, poi, sono stati firmati i già ricordati accordi di cooperazione per quasi 94 milioni di euro su istruzione e competenze e crescita verde, con investimenti in energie rinnovabili, materie prime critiche e conservazione della biodiversità.
Non con gli Stati Uniti
“La trasformazione dell’ordine internazionale non è solo sismica, ma permanente”, ha osservato von der Leyen rivolgendosi all’Europarlamento. E la Groenlandia è ormai un diventata un tassello centrale della sicurezza dell’Artico, area resa sempre più appetibile per le grandi potenze non solo dalle necessità militari ma anche economiche e commerciali: lo scioglimento dei ghiacci sta infatti aprendo nuove rotte per le merci e nuove possibilità di estrarre materie prime critiche.
Improvvisamente al centro del teatro geopolitico globale, i groenlandesi, che pure in parte vorrebbero l’indipendenza completa dalla Danimarca, sono compatti nel rifiutare di diventare il 51mo Stato degli Usa. La partnership con l’Ue potrebbe essere un mezzo per evitare ciò che accada.
