Ok all’accordo commerciale Ue-Usa, deciso sui campi da golf di Turnberry (Scozia) lo scorso luglio, ma a certe condizioni. Come previsto, l’Europarlamento oggi in miniplenaria ha votato a favore dell’intesa (faticosamente) raggiunta dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo la guerra dei dazi avviata da quest’ultimo un anno fa. Ma lo ha fatto mantenendo i paletti introdotti dalla Commissione commercio internazionale per tutelare il blocco da ‘soprese’ provenienti dalla parte americana, vista ormai come inaffidabile e ondivaga.
Nello specifico, i legislatori si sono espressi su due proposte che attuano gli aspetti tariffari dell’accordo commerciale tra le due sponde dell’Atlantico. Il primo, riguardante l’adeguamento dei dazi doganali, è stato approvato con 417 voti a favore, 154 contrari e 71 astensioni, mentre il secondo, riguardante la non applicazione dei dazi sulle importazioni di alcuni beni, ha ottenuto luce verde con 437 voti a favore, 144 contrari e 60 astensioni. Un’ampia maggioranza, dunque, formata da Popolari (Ppe), Socialisti (S&D) e Liberali, appoggiati anche dai Conservatori dell’Ecr.
Un accordo criticato
I testi, se concordati con i governi dell’Ue, prevedono l’eliminazione di gran parte dei dazi sui beni industriali americani importati nell’Unione e un accesso preferenziale ai prodotti ittici e agricoli americani. Viceversa, i beni europei esportati negli Stati Uniti saranno soggetti a un dazio del 15%.
L’intensa di Turnberry, alla sua conclusione, fu molto criticata perché considerata come una ‘capitolazione’ agli Usa, ma venne anche difesa da chi la riteneva il miglior accordo possibile per limitare i danni. Anche in considerazione del fatto che, secondo alcuni analisti, i maggiori dazi sarebbero stati pagati da imprese e consumatori a stelle e strisce, cosa che si starebbe in effetti verificando, a quanto emerge da un’indagine della Federal Reserve di New York.
Il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha affermato di comprendere “molte delle preoccupazioni sollevate dai membri di questa Camera, in particolare per quanto riguarda i dazi sull’acciaio e sull’alluminio e sui loro derivati”. Ma, ha anche sottolineato, “dobbiamo dimostrare buona fede da parte nostra, se vogliamo la stessa cosa” dalla controparte.
Le condizioni messe dall’Europarlamento
L’Europarlamento ha dunque approvato l’intesa. Tuttavia, siccome ‘fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio’, ha confermato e rafforzato le clausole già adottate in sede di commissione INTA:
Clausola di sospensione
Consentirebbe di sospendere in modo totale o parziale le preferenze tariffarie con gli Stati Uniti in tutta una serie di casi: se imponessero dazi aggiuntivi superiori al limite concordato del 15% o nuovi tipi di dazi sui beni provenienti dall’Ue; se decidessero di compromettere gli obiettivi dell’accordo; se discriminassero gli operatori economici del blocco; se minacciassero l’integrità territoriale degli Stati membri – il caso Groenlandia è stato uno spartiacque – o le loro politiche estere e di difesa; se ricorressero a coercizione economica.
Clausola sunrise
Inserita in sede INTA, la ‘sunrise clause’ prevede che le nuove preferenze commerciali entrino in vigore solo se gli Stati Uniti rispettano i loro impegni. Tra questi, la riduzione dei dazi sui prodotti europei con contenuto di acciaio e alluminio inferiore al 50%, fino a un massimo del 15%. Mentre, per quelli con contenuto di acciaio e alluminio superiore al 50%, se gli Stati Uniti non ridurranno i loro dazi a un massimo del 15%, le preferenze tariffarie europee per le esportazioni statunitensi di acciaio, alluminio e prodotti derivati cesserebbero di applicarsi sei mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento.
Clausola sunset
Prevista anche una clausola ‘sunset’, per la quale le preferenze tariffarie scadranno il 31 marzo 2028, salvo rinnovo, che potrà essere deciso esclusivamente mediante una nuova proposta legislativa, da presentare a seguito di una valutazione d’impatto approfondita sugli effetti dell’accordo. Il relatore Bernd Lange (S&D), capo di INTA, ha sottolineato che questa misura “garantisce il pieno controllo parlamentare su qualsiasi proroga delle concessioni”.
Meccanismo di salvaguardia
Infine, il meccanismo di salvaguardia: la Commissione dovrà monitorare l’impatto delle nuove norme e potrà sospendere temporaneamente i nuovi dazi qualora le importazioni dagli Stati Uniti raggiungessero livelli tali da causare gravi danni all’industria del blocco, ad esempio in caso di un aumento del 10% delle importazioni di un determinato gruppo di prodotti.
“I deputati potranno sostenere i termini commerciali dell’accordo solo se il regolamento conterrà garanzie molto solide e chiare e solo dopo che gli Stati Uniti avranno pienamente rispettato i termini dell’intesa. Intendo difendere fermamente questo mandato nel corso dei negoziati”, ha avvisato Lange.
Cosa ha detto l’ambasciatore Pudzer
Soddisfatto Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Ue, che in una nota ha commentato: “Questo voto favorevole garantisce la stabilità e la prevedibilità auspicate dalle parti interessate americane ed europee, stimolando la crescita economica e la competitività di entrambe le nostre economie”.
Puzder, nei giorni scorsi, aveva fatto pressione sull’Unione perché l’Eurocamera approvasse l’accordo, arrivando a ventilare che se l’Unione non accetterà senza modifiche l’accordo commerciale con gli Stati Uniti rischia di perdere l’accesso “favorevole” alle forniture di gas naturale liquefatto (Gnl).
Ora l’ambasciatore chiede “una rapida conclusione dei colloqui tra i negoziatori dell’Ue per finalizzare questo importante traguardo nelle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea”.
