Dall’abbattimento dei dazi per le auto elettriche alla difesa dell’autentico Made in Italy, fino alla battaglia comune per proteggere i bambini dagli algoritmi: l’Unione europea e l’Australia non sono mai state così vicine. A Canberra, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il primo ministro australiano, Anthony Albanese, hanno siglato un’intesa storica che va ben oltre le merci.
Si tratta di un “trittico” strategico che unisce un ambizioso accordo di libero scambio (Fta), una partnership per la sicurezza e la difesa e la futura integrazione dell’Australia nel programma di ricerca Horizon Europe. In un mondo segnato da tensioni geopolitiche, Bruxelles sceglie un “amico fidato” per diversificare i mercati e proteggere i propri cittadini, senza dimenticarsi dei giganti, come la Cina.
Cosa cambia per l’economia europea
L’intesa economica tra Bruxelles e Canberra mira a trasformare radicalmente i flussi commerciali tra le due potenze. Con l’abbattimento di oltre il 99% dei dazi sulle merci Ue esportate verso l’Australia, le imprese europee risparmieranno circa 1 miliardo di euro l’anno in tasse doganali. Le proiezioni indicano che l’export europeo crescerà del 33% nel prossimo decennio, raggiungendo un valore di 17,7 miliardi di euro annui.
I settori trainanti dell’industria europea vedranno incrementi record:
- Automotive (+52%): l’Australia ha accettato di innalzare la soglia della tassa sulle auto di lusso a 120.000 Aud per i veicoli elettrici; questa misura, pur essendo di applicazione generale, avvantaggerà proporzionalmente i produttori Ue, esentando circa il 75% delle auto elettriche europee dal tributo.
- Settore lattiero-caseario (+48%): formaggi e prodotti derivati godranno di un accesso privilegiato a un mercato che apprezza l’alta qualità europea.
- Chimica e farmaceutica (+20%): un comparto strategico che beneficerà della rimozione immediata delle barriere doganali.
To my fellow Europeans. pic.twitter.com/Vcfh7Heaxy
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) March 24, 2026
Il “fattore Cina” e le materie prime
Il cuore politico dell’accordo risiede nella riduzione della dipendenza da fornitori unici. Von der Leyen ha sottolineato come la lezione appresa con il gas russo sia stata dura: “Le dipendenze possono essere usate come armi”. In questo scenario, l’Australia diventa un partner vitale per la sicurezza energetica e tecnologica dell’Ue, essendo un colosso nella produzione di materie prime critiche come litio, alluminio, manganese e terre rare.
L’accordo garantisce all’Europa un accesso prevedibile e stabile a questi materiali, vietando monopoli o tasse all’esportazione che potrebbero distorcere i prezzi. Sono stati già concordati quattro grandi progetti focalizzati sulla produzione di litio, tungsteno e terre rare, integrando le catene del valore tra le due regioni. Questo asse Bruxelles-Canberra serve a contrastare il modello di crescita cinese basato sulla sovraccapacità industriale, una sfida che von der Leyen ha definito un “imperativo strategico”.
Vittoria per il Made in Italy: lo scudo su Prosecco e Pecorino
L’aspetto più rilevante, anche per il nostro Paese, è la protezione legale concessa a centinaia di eccellenze agroalimentari attraverso il sistema delle Indicazioni geografiche (Ig). L’accordo riconosce 165 Ig alimentari (tra cui Comté e Queso Manchego) e 231 bevande alcoliche. Il caso Prosecco è storico: l’accordo ha trovato una soluzione definitiva che impedirà ai produttori australiani di esportare vini con questo nome dopo un periodo transitorio di 10 anni.
Insieme ad altri prodotti come l’Ouzo e il Munster, il pecorino romano sarà pienamente protetto dopo una fase di eliminazione graduale dei prodotti locali australiani che usavano il nome in buona fede. Infine, per non destabilizzare gli allevatori europei, l’importazione di carne bovina e ovina australiana sarà limitata da rigorose quote tariffarie (30.600 tonnellate per la carne bovina in 10 anni) e vincolata a standard di sostenibilità, come il divieto di allevamenti intensivi.
Sicurezza, difesa e il modello “social” per i minori
L’intesa non è solo economica, ma segna la nascita di un nuovo polo di sicurezza nell’Indo-Pacifico. La Security and Defence Partnership vedrà Ue e Australia collaborare contro le minacce ibride, la disinformazione e gli attacchi cyber, oltre a rafforzare la sicurezza marittima e la lotta al terrorismo.
Un punto di contatto sorprendente riguarda il benessere sociale. Von der Leyen ha elogiato apertamente il modello australiano di divieto dei social media ai minori, definendolo un esempio da seguire per proteggere i bambini da “algoritmi predittivi e additivi”. Diversi Stati membri dell’Ue stanno già valutando come implementare restrizioni simili per garantire che siano i genitori, e non le piattaforme digitali, a crescere i figli.
Australia is one of the world’s most important producers of critical raw material.
In contrast, Europe is one of the world’s major users.
So today, we agreed on four major projects, covering production of rare earths, lithium, and tungsten.
And we also agreed to launch… pic.twitter.com/USg1L4Ahm1
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) March 24, 2026
Innovazione senza confini: Horizon Europe
Infine, dal 2027 l’Australia inizierà il percorso per associarsi a Horizon Europe, il più grande programma di ricerca al mondo. Questo permetterà ai ricercatori europei e australiani di lavorare fianco a fianco su tecnologie del futuro come il calcolo quantistico, l’energia pulita e lo spazio, creando quote d’ingresso per 3.000 ricercatori e ingegneri all’anno per stimolare lo scambio di talenti.
Con questo pacchetto di accordi, l’Unione europea non solo apre nuovi mercati, ma ribadisce che “la democrazia non ha distanza”. Come dichiarato dalla presidente von der Leyen citando il gergo sportivo locale, l’Europa ha decisamente segnato un punto spettacolare: hanno “hit it for six“.
