Sicurezza dei prodotti, l’Ue allarga il campo: cosa cambia davvero con le linee guida sul Gpsr

A un anno dall’entrata in vigore del regolamento, la Commissione chiarisce nodi interpretativi cruciali. Nel perimetro entrano anche software, app e chatbot destinati ai consumatori. L'analisi degli avvocati Christian Di Mauro e Roberto Isibor (Hogan Lovells)
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Riceviamo e pubblichiamo un’analisi degli avvocati Christian Di Mauro (partner) e Roberto Isibor (associate), dello studio legale Hogan Lovells

A un anno dall’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti (“GPSR”), l’esperienza applicativa della nuova disciplina ha sollevato questioni interpretative di rilievo per gli operatori economici.

In risposta a tali esigenze, la Commissione europea ha recentemente pubblicato le linee guida C/2025/6233 (“Linee Guida”), con l’obiettivo di fornire un quadro interpretativo unitario e di accompagnare imprese e autorità nella fase di prima applicazione della nuova disciplina. Il documento interviene su alcuni snodi centrali del GPSR, offrendo chiarimenti utili a orientare la prassi applicativa in un contesto che resta, per taluni profili, ancora in evoluzione.

Che cosa rientra oggi nella nozione di prodotto

Uno dei primi chiarimenti forniti dalle Linee Guida riguarda la nozione di “prodotto”, che il GPSR definisce in termini volutamente ampi, includendo nel proprio ambito di applicazione non solo i beni materiali tradizionali, ma anche quelli commercializzati online, nuovi, usati, riparati o ricondizionati.

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Christian Di Mauro

Su tale base normativa interviene la Commissione, precisando che rientrano nel perimetro del GPSR anche alcune categorie di prodotti digitali destinati ai consumatori, quali applicazioni, software e chatbot. Si tratta di un chiarimento rilevante sul piano operativo, poiché conferma che la disciplina sulla sicurezza generale dei prodotti non si esaurisce nei beni fisici in senso stretto, ma intercetta anche soluzioni digitali che possono incidere sulla sicurezza del consumatore in relazione alle modalità di utilizzo o alle interazioni che generano.

In questa logica si colloca anche il riferimento ai sistemi di intelligenza artificiale cosiddetti “a basso rischio: qualora siano destinati ai consumatori, essi restano soggetti ai requisiti di sicurezza del GPSR, anche se non ricadono tra quelli ad alto rischio ai sensi dell’AI Act. Le Linee Guida contribuiscono così a chiarire il rapporto tra i due strumenti, evitando sovrapposizioni ma anche zone d’ombra.

La sicurezza del prodotto: oltre il rischio fisico

Un ulteriore profilo centrale riguarda la definizione di “prodotto sicuro”, che il GPSR declina facendo riferimento non solo alle condizioni normali di utilizzo, ma anche a quelle ragionevolmente prevedibili. La sicurezza viene così valutata in relazione all’intero ciclo di vita del prodotto e alle modalità con cui esso è destinato a essere utilizzato dal consumatore.

Le Linee Guida precisano che questa valutazione non può essere limitata ai soli rischi fisici immediatamente percepibili. Possono assumere rilievo anche effetti sulla salute mentale del consumatore e, in determinate circostanze, profili ambientali, nella misura in cui incidano sulla salute. Ciò significa che, accanto a rischi tradizionali come lesioni fisiche, possono rilevare anche conseguenze legate all’impatto del prodotto sul benessere psicologico, ad esempio in termini di stress, alterazione delle capacità cognitive o disturbi del sonno, quando tali effetti siano riconducibili all’uso del prodotto.

Obblighi operativi e documentazione

Coerentemente con l’impianto del GPSR, le Linee Guida dedicano ampio spazio agli obblighi degli operatori economici e alla documentazione tecnica. La Commissione propone un’organizzazione più sistematica dei documenti richiesti e mette a disposizione strumenti operativi, come liste di controllo differenziate per produttori, distributori e fornitori di marketplace online.

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Roberto Isibor

L’intervento non modifica il quadro degli obblighi previsti dal Regolamento, ma mira a rendere più leggibile il contenuto degli stessi, chiarendo quali attività debbano essere presidiate in via preventiva e quali, invece, assumano rilievo nella fase di monitoraggio successiva alla commercializzazione, anche in relazione alla gestione delle segnalazioni di rischio.

Le misure correttive e la gestione delle criticità

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda le misure correttive previste dal Regolamento. Qualora un prodotto risulti pericoloso, il GPSR impone al fabbricante di adottare senza ritardo le misure necessarie a garantire la sicurezza dei consumatori, di informare i soggetti interessati e di notificare le autorità competenti tramite il Safety Business Gateway.

Le Linee Guida chiariscono che tali misure possono assumere forme diverse a seconda delle circostanze, includendo, a titolo esemplificativo, il ritiro, il richiamo o la distruzione del prodotto, nonché l’inserimento di avvertenze sui rischi. È inoltre precisato che l’operatore economico deve monitorare nel tempo l’efficacia delle misure adottate e adeguarle, se necessario.

Il Safety Gate

Le Linee Guida intervengono a chiarire anche le modalità di utilizzo del sistema Safety Gate e, in particolare, del portale Safety Business Gateway, quale canale attraverso il quale le imprese assolvono agli obblighi di notifica alle autorità competenti in caso di prodotti pericolosi o incidenti.

In merito, la Commissione precisa le informazioni essenziali da trasmettere e il funzionamento del flusso informativo con le autorità di vigilanza, chiarendo altresì che la valutazione del rischio effettuata dall’operatore ha carattere indicativo.

Considerazioni finali

Nel loro complesso, le Linee Guida della Commissione europea forniscono una chiave di lettura utile per orientarsi nel nuovo assetto delineato dal GPSR. Il documento contribuisce a rendere più leggibile una disciplina che, superando la logica della precedente normativa di riferimento, estende il proprio raggio d’azione a prodotti digitali, software e sistemi basati su intelligenza artificiale, e richiede agli operatori un presidio più strutturato e continuativo della sicurezza.

In particolare, pur non risolvendo tutte le complessità operative – soprattutto per le PMI – le Linee Guida offrono strumenti concreti: esempi pratici, modelli organizzativi e indicazioni applicative che possono facilitare l’interpretazione delle norme e la gestione degli adempimenti.