Rendere più facile per le famiglie investire nei mercati dei capitali, in modo da ottenere rendimenti maggiori, e mettere a disposizione delle aziende più capitale, per favorire competitività, crescita e nuovi posti di lavoro. Questi gli obiettivi della strategia per l’Unione del risparmio e degli investimenti (‘Savings and Investments Union’ – Siu), ovvero il nuovo nome dell’unione dei mercato dei capitali e dell’Unione bancaria, progetto decennale arenatosi per la contrarietà di alcuni Stati membri.
“L’economia europea sta operando al di sotto del proprio potenziale”
Ieri la commissaria per i servizi finanziari e l’unione dei risparmi e degli investimenti, Maria Luis Albuquerque, ha presentato la nuova road map, in due anni e 19 misure: “La realtà è che, nonostante le enormi risorse e i successi dell’Ue, l’economia sta operando al di sotto del proprio potenziale. Non è una novità, ma il contesto globale sta cambiando più rapidamente che mai, con il rischio di un ulteriore ritardo”, ha spiegato Albuquerque. “Non c’è tempo da perdere, non abbiamo il lusso del tempo a disposizione”, ha chiarito allineandosi a un senso di urgenza generale che passa da Mario Draghi al piano ReArm Europe fino alla richiesta degli industriali tecnologici di lavorare velocemente per la sovranità digitale dell’Unione.
“Gli europei sono tra i migliori risparmiatori al mondo, ma molti dei loro risparmi sono depositati in conti deposito a basso rendimento”, mentre “l’Europa sta lottando per soddisfare le sue esigenze di investimento“, ha continuato la commissaria spiegando che Siu creerà “un circolo virtuoso a vantaggio sia dei cittadini che delle aziende”.
Un ecosistema finanziario a vantaggio degli investimenti
L’obiettivo è creare un ecosistema finanziario a vantaggio degli investimenti per affrontare le sfide che il blocco si torva davanti: cambiamento climatico, rapidi cambiamenti tecnologici e nuove dinamiche geopolitiche. Tutte sfide che richiedono ingenti fondi, stimati da Mario Draghi in 750-800 miliardi di euro all’anno entro il 2030 nel suo Rapporto presentato a settembre. E questo senza tenere conto delle esigenze della difesa, divenute urgenti e prioritarie a causa del brusco e totale cambio di rotta imposto da Donald Trump alle politica interna ed estera degli Usa.
Insomma, servono soldi dove ci sono. Secondo un’analisi della Banca centrale europea, l’Ue ha un tesoretto di risparmi delle famiglie, circa 10mila miliardi di euro, collocati su depositi bancari, che sono sicuri e di facile accesso ma rendono poco. Con la Siu le famiglie potranno accedere più facilmente al mercato dei capitali, e dunque a maggiori e più redditizie opportunità di investimento. In questo modo, metteranno a disposizione delle aziende risorse necessarie per stimolare investimenti e crescita, in particolare nelle aree che l’Ue considera strategiche: innovazione tecnologica, decarbonizzazione, sicurezza. Secondo la Commissione, queste ingenti risorse, impiegate in modo migliore, potrebbero generare fino a 350 miliardi di euro l’anno in nuovi investimenti. Inoltre si ridurrebbe la necessità per le imprese di cercare capitali altrove, tipicamente negli Usa come avviene attualmente.
“Stiamo competendo tra di noi, ma i nostri concorrenti sono fuori dall’Ue”
“Stiamo competendo tra di noi, ma i nostri concorrenti sono fuori dall’Ue, e affrontare la sfida che pongono richiede che lo facciamo insieme. Nemmeno il più grande Paese dell’Ue può farlo da solo”, ha evidenziato Albuquerque: per creare una vera unione dei risparmi e degli investimenti occorrerà la collaborazione e l’impegno di tutti, anche degli Stati membri.
“Con la proposta odierna di un’Unione di risparmio e investimento stiamo ottenendo una doppia vittoria. Le famiglie avranno maggiori e più sicure opportunità di investire nei mercati dei capitali e aumentare la propria ricchezza. Allo stesso tempo, le aziende avranno un accesso più facile al capitale per innovare, crescere e creare buoni posti di lavoro in Europa”, ha commentato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Un piano in quattro direzioni
Quattro i filoni di lavoro per arrivare alla Siu, fa sapere la Commissione:
- Cittadini e risparmi: incentivare il risparmio dei cittadini in strumenti di mercato dei capitali ad alto rendimento, offrendo “opportunità di investimento adatte alle loro esigenze nelle diverse fasi della vita, in particolare per la pensione”.
- Investimenti e finanziamenti: facilitare l’accesso ai capitali per le imprese, comprese le piccole e medie.
- Integrazione e scala: rimuovere le barriere alla piena integrazione dei mercati finanziari, riducendo le inefficienze derivanti dalla frammentazione attuale, che “impedisce l’accumulo di scala e si traduce in costi più elevati trasferiti agli utenti dei servizi finanziari”. Come fa sapere la Commissione, attualmente nel blocco gli strumenti finanziari sono negoziati su 116 mercati regolamentati e 148 strutture di negoziazione multilaterali. Inoltre, ci sono 26 depositari centrali di titoli e 14 controparti centrali autorizzate che forniscono servizi di regolamento e compensazione. Un sistema integrato consentirà alle aziende di scalare in modo efficiente in tutta l’Unione.
- Vigilanza efficiente nel mercato unico: garantire una vigilanza omogenea a livello europeo e quindi un trattamento analogo per tutti i partecipanti al mercato finanziario, anche attraverso un potenziamento delle competenze di supervisione a livello Ue.
Cosa prevede il piano
Il piano prevede la creazione di conti di risparmio e investimento con incentivi fiscali, il rafforzamento dei fondi pensione per favorire schemi previdenziali integrativi, misure per l’alfabetizzazione finanziaria, il miglioramento della regolamentazione per attrarre investimenti istituzionali. La strategia prevede inoltre l’impiego di tecnologie avanzate come blockchain e intelligenza artificiale per modernizzare le infrastrutture finanziarie e migliorare l’efficienza del mercato. “Non so che innovazioni porterà il mercato, ma so che è necessario supervisionare queste aree, e questo richiede risorse, specie risorse umane, che sono scarse nel mercato. Quindi è meglio metterle a fattor comune e concentrare le competenze all’interno dell’Unione”, rimarca Albuquerque a proposito delle criptovalute.
Sul fronte normativo, la Commissione punta ad armonizzare le regole sui mercati dei capitali, i fondi di investimento e i diritti degli azionisti, oltre a rivedere la regolamentazione sulla cartolarizzazione per rendere il sistema più efficiente. È prevista anche un’azione per ridurre le disparità fiscali tra gli Stati membri e riformare il trattamento fiscale degli investimenti, contrastando il cosiddetto ‘debt bias’. Con la Siu, l’esecutivo europeo punta anche a migliorare l’integrazione e la competitività del settore bancario nel Mercato unico, altra nota dolente del blocco.
Al contempo, la Commissione intende collaborare con la Banca europea per gli investimenti e altri attori istituzionali per mobilitare capitali privati e sostenere il finanziamento in settori strategici, dalla transizione verde alla difesa. Sono previste anche misure per facilitare la quotazione in Borsa delle aziende e migliorare i mercati secondari per la compravendita di partecipazioni in imprese private.
Prime misure nel 2025
Per arrivare all’Unione del risparmio e dei capitali la Commissione adotterà pacchetti di misure, con un occhio anche al afforzamento della competitività del blocco, e allo stesso tempo saranno necessarie misure legislative e non legislative che dovranno essere adottate dalle Capitali. L’implementazione del piano avverrà in più fasi: le prime misure legislative saranno adottate nel 2025, con una revisione intermedia nel 2027 per valutare i progressi.