Lollobrigida: “L’Ue congeli la tassa sui fertilizzanti”, di cosa si tratta?

Il ministro ha evidenziato le ricadute drammatiche di questo "dazio ambientale" sugli agricoltori europei
2 ore fa
4 minuti di lettura
Francesco Lollobrigida Ministro dell'Agricoltura della Sovranita' Alimentare e delle Foreste
Francesco Lollobrigida Ministro dell'Agricoltura della Sovranita' Alimentare e delle Foreste (Felice De Martino/Fotogramma)

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha chiesto alla Commissione Ue di sospendere immediatamente, e con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026, il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam) applicato ai fertilizzanti. L’istanza è stata presentata a Bruxelles il 29 marzo, a margine del Consiglio Agrifish, quando il ministro Lollobrigida ha dichiarato che “L’Unione non deve perdere tempo”, definendo il contesto attuale del mercato dei fertilizzanti “drammatico” e ricordando che l’inazione avrebbe “un impatto insostenibile sui costi di produzione agricoli”.

Al fianco di Roma c’è Parigi, il che non è un dettaglio dal momento che Italia e Francia sono i Paesi Ue con la più grande produzione agricola. La ministra dell’Agricoltura francese Annie Genevard ha rilanciato la stessa richiesta del ministro Lollobrigida, ricordando che a gennaio c’era stata “un’apertura” da parte della Commissione che però non si è ancora tradotta nella sospensione del Cbam.

Ma cosa ha fatto scaturire questa domanda e quali sono i limiti comunitari sull’uso dei fertilizzanti in agricoltura?

Sospensione del Cbam

Il Cbam, il dazio climatico europeo applicato alle importazioni ad alta intensità di carbonio, è entrato nella sua fase definitiva (“compliance phase”) il 1° gennaio 2026, portando con sé oneri finanziari per importatori e miscelatori di fertilizzanti. Già il 7 gennaio il ministro italiano aveva inviato una lettera formale al Commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, chiedendo di “attivare quanto prima una clausola sospensiva degli effetti del Cbam“, in considerazione delle “gravi circostanze di mercato e dell’impatto atteso sui prezzi”.

In quel momento la risposta della Commissione era arrivata in tempi rapidi: a metà gennaio Bruxelles aveva annunciato la sospensione temporanea dei dazi doganali convenzionali su ammoniaca, urea e altri fertilizzanti azotati, accompagnandola con orientamenti sul Cbam che prevedevano la possibilità di sterilizzarne gli effetti, anche retroattivamente, se l’impatto sul mercato fosse risultato eccessivo. Il 24 febbraio la Commissione aveva poi proposto formalmente la sospensione per un anno delle tariffe sui fertilizzanti azotati (con l’eccezione di quelli derivanti da Russia e Bielorussia), una misura che secondo le stime di Bruxelles avrebbe potuto garantire un risparmio di circa 60 milioni di euro all’intero settore agroalimentare Ue e all’industria dei fertilizzanti.

Eppure a fine marzo la situazione non si è sbloccata del tutto. A complicare il quadro è intervenuta la chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha ristretto le rotte di approvvigionamento, ridotto la disponibilità di fertilizzanti sul mercato europeo e spinto ulteriormente al rialzo i prezzi. Circostanze che, secondo Roma e Parigi, rendono urgente la sospensione del Cbam con effetto retroattivo, oppure, in alternativa, l’introduzione di un meccanismo di compensazione immediato finanziato con le risorse del Quadro finanziario pluriennale per neutralizzare nel breve periodo i costi a carico degli agricoltori.

Cos’è il Cbam e perché colpisce i fertilizzanti

Il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Carbon Border Adjustment Mechanism, Cbam) è stato introdotto dall’Ue con il Regolamento 2023/956 come strumento per combattere il cosiddetto “dumping ecologico“, il vantaggio competitivo di cui godono i produttori extra-europei che operano in Paesi con normative ambientali meno stringenti, potendo produrre a costi più bassi e invadere il mercato Ue con prodotti più economici ma più inquinanti.

Il meccanismo funziona come un dazio: chi importa nell’Unione prodotti ad alta intensità di carbonio deve acquistare certificati Cbam che rispecchiano il prezzo del carbonio pagato dai produttori europei nel sistema Ets (il mercato europeo delle quote di emissione). I settori coinvolti nella fase attuale includono acciaio, cemento, alluminio, elettricità, idrogeno e — elemento cruciale per l’agricoltura — i fertilizzanti azotati, tra cui ammoniaca, urea e fertilizzanti composti e minerali.

L’applicazione del Cbam ai fertilizzanti ha senso dal punto di vista della coerenza climatica: la produzione di ammoniaca e urea è tra le più energivore in assoluto, e i produttori dei Paesi terzi hanno storicamente accesso a gas naturale a un prezzo molto più economico rispetto a quello europeo. È proprio questa logica a creare un cortocircuito per gli agricoltori: i fertilizzanti incidono già tra il 15% e il 30% dei costi totali di produzione, e il costo aggiuntivo del Cbam si somma agli aumenti già registrati dopo l’invasione russa dell’Ucraina e ai dazi su Russia e Bielorussia, i due principali fornitori storici di fertilizzanti per l’Europa, che hanno pesato per un ulteriore 15% sui prezzi.

Il risultato, secondo i dati di Copa-Cogeca (la sigla che riunisce agricoltori e cooperative europee), è stato un crollo degli import di fertilizzanti azotati di circa l’80%, segno che i prezzi e le condizioni di approvvigionamento hanno raggiunto livelli difficilmente sostenibili per gran parte delle imprese agricole europee.

Il nodo geopolitico: Mercosur, Iran e sovranità alimentare

Dietro la pressione italiana non c’è solo il problema dei costi. La vicenda si intreccia con almeno due dossier geopolitici che pesano sul tavolo di Bruxelles.

Il primo è l’accordo commerciale con il Mercosur, ratificato alla fine del 2024 nonostante le forti resistenze di parte dell’agricoltura europea. Il sì di Roma a quell’accordo era stato accompagnato, come condizione implicita, dalla richiesta di misure compensative per il settore agricolo, tra cui proprio la sospensione dei dazi e del Cbam sui fertilizzanti. Una logica do ut des che il ministro Lollobrigida non ha rinunciato a far pesare.

Il secondo è la chiusura dello Stretto di Hormuz, lo snodo strategico attraverso cui transitano flussi rilevanti di materie prime per la produzione di fertilizzanti, in particolare ammoniaca e gas naturale. Con la rotta compromessa, i costi logistici sono aumentati e la disponibilità di prodotto sul mercato europeo si è ridotta, rendendo ancora più urgente la sospensione del Cbam per evitare che la crisi di approvvigionamento si trasformi in una crisi alimentare.

L’Italia chiede alla Commissione di presentare quanto prima il Piano europeo per la sovranità dei fertilizzanti, per ridurre strutturalmente la dipendenza dell’Ue dall’estero e rafforzare la produzione interna a basse emissioni. Una richiesta che inquadra il problema non solo come emergenza di mercato, ma come questione strategica di lungo periodo: la sicurezza alimentare europea non può dipendere da rotte di approvvigionamento fragili e da produttori localizzati in paesi con cui i rapporti geopolitici sono sempre più instabili.

Da non perdere

Anthony albanese ursula von der leyen afp

Ue, l’accordo con l’Australia vale una polemica con la Cina – Ascolta

L'Unione Europea e l'Australia hanno stretto un accordo commerciale atteso da lungo
Nigel Farage gesto ok

Clausola Farage: la penale Ue per blindare il reset Brexit e l’accordo con Starmer

L’Ue vuole blindare il reset post‑Brexit con una “clausola Farage”: se il