Fitto presenta la Visione per l’agricoltura e l’alimentazione: “Cibo e sovranità alimentare non sono negoziabili”

Il documento delinea la tabella di marcia per il futuro del settore in Europa, con l’obiettivo di renderlo attraente, competitivo, resiliente ed equo
2 giorni fa
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Campo agricolo

Il cibo è chiave per la competitività economica dell’Ue“. E, insieme alla sovranità alimentare, “non è negoziabile per l’Unione europea”. Con queste parole Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione, ha presentato oggi, insieme a Christophe Hansen, commissario sulla materia, la Visione per l’agricoltura e l’alimentazione.

Il documento definisce una tabella di marcia per il futuro del settore in Europa, con l’obiettivo di renderlo attraente, competitivo, resiliente, orientato al futuro ed equo per le generazioni attuali e future di agricoltori e operatori agroalimentari.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza di come lo scenario attuale sia del tutto nuovo, anche per il settore agricolo. Nuove sfide senza precedenti, tra cui crescenti tensioni geopolitiche e più frequenti eventi meteorologici estremi, stanno intensificando le tendenze strutturali esistenti, come il reddito e la redditività complessivamente più bassi. Per questo, fa sapere la Commissione, c’è bisogno di una visione di lungo periodo e di una risposta politica efficace.

La Visione presentata oggi delinea la strada al 2040 e guida le future discussioni politiche su un’ampia serie di questioni strategiche, puntando a garantire la competitività e la sostenibilità a lungo termine del settore agricolo e alimentare dell’Unione.

Semplificazione e digitalizzazione

Il punto di partenza è duplice: semplificare le politiche e aumentare la diffusione dell’innovazione e della digitalizzazione. Su questi aspetti nel 2025 la Commissione proporrà sia un pacchetto globale di semplificazione per l’attuale quadro legislativo agricolo, sia una strategia a sostegno della transizione digitale dell’agricoltura.

“La Visione è la nostra risposta risoluta all’appello all’azione del settore agroalimentare. (…) Incarna un’Europa fiorente, dove le aree rurali sono centri vibranti e interconnessi. La Commissione lavorerà a stretto contatto con il settore agroalimentare per rafforzarne la competitività e la resilienza, rafforzare la dimensione locale e ripristinare il legame vitale tra cibo, territorio, stagionalità, culture e tradizioni”, ha sottolineato Fitto. Perché, ha chiarito: “Gli agricoltori europei non sono parte del problema, ma della soluzione“.

Un settore attraente, competitivo e resiliente

Quattro sono le aree di azione individuate dalla Visione, per un comparto che nel 2022 ha generato 900 miliardi di euro di valore aggiunto:

Un settore attraente che garantisca un reddito equo e sfrutti nuove opportunità di reddito. Ad esempio, rivedendo la legislazione vigente sulla filiera alimentare e la direttiva sulle pratiche commerciali sleali. Nel 2025 la Commissione presenterà inoltre una strategia per il rinnovamento generazionale (si pensi che solo il 12% degli agricoltori ha meno di 40 anni).
Un settore competitivo e resiliente di fronte alle sfide globali: l’Ue continuerà a dare priorità alla sicurezza e alla sovranità alimentari in vari modi, ad esempio attraverso l’attuazione di condizioni di parità più eque per gli agricoltori europei rispetto al resto del mondo, in modo che le ambiziose norme dell’Ue non comportino per loro uno svantaggio competitivo, in particolare per quanto riguarda i pesticidi pericolosi e il benessere degli animali. E ancora, attraverso un pacchetto di misure di semplificazione e una visione a lungo termine per il settore zootecnico.
Rendere a prova di futuro il settore agroalimentare, che svolge un ruolo importante nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Ad esempio, semplificando e applicando la legislazione esistente, accelerando l’accesso ai biopesticidi, lanciando una bussola di sostenibilità in azienda per misurare i progressi e semplificare la rendicontazione. Sarà inoltre elaborata una strategia per la resilienza idrica. Gli agricoltori inoltre dovrebbero essere ricompensati per l’adozione di pratiche rispettose della natura.

Valorizzare il cibo e promuovere condizioni di vita e di lavoro eque nelle aree rurali: la Vision mira a ristabilire il contatto tra le persone, il cibo che mangiano e i territori, e a sostenere la salvaguardia del patrimonio culturale. Ad esempio, aggiornando il piano d’azione rurale dell’Ue, istituendo un dialogo alimentare annuale con un’ampia gamma di attori, tra cui consumatori, agricoltori, industria e autorità pubbliche, rivedendo la legislazione sul benessere degli animali, rafforzando il ruolo degli appalti pubblici.

Visione e PAC dopo il 2027

Per quanto riguarda la PAC, la politica agricola comune, il sostegno pubblico attraverso di essa rimane essenziale per sostenere il reddito degli agricoltori, fa sapere la Commissione. Ma in prospettiva sarà più semplice e mirata, con un sostegno più diretto agli agricoltori che si impegnano attivamente nella produzione alimentare, con particolare attenzione ai giovani agricoltori e a quelli che praticano l’agricoltura in zone soggette a vincoli naturali. Gli incentivi, piuttosto che le condizioni, saranno favoriti.

Ha spiegato Fitto: “In linea con l’approccio generale alle future proposte QFP (quadro finanziario pluriennale, ndr), è necessario semplificare ulteriormente il modo in cui viene implementata la politica della PAC. La futura PAC si baserà su obiettivi politici di base e requisiti politici mirati, attribuendo agli Stati membri maggiori responsabilità e responsabilità sul modo in cui raggiungono tali obiettivi”.

Ulteriori dettagli sulla futura PAC post-2027 saranno presentati nel corso dell’anno, ha annunciato il vicepresidente.

Cosa prevede la Vision per un’alimentazione nutriente

La Vision si sofferma anche sul ruolo dei consumatori nella transizione verso sistemi alimentari più sostenibili e resilienti. Per questo, ogni anno la Commissione terrà un dialogo con gli attori del sistema alimentare – tra cui consumatori, produttori primari, industria, rivenditori, autorità pubbliche e società civile- per trovare soluzioni per questioni critiche come investimenti, accessibilità economica del cibo, dieta e innovazione. Sarà una sorta di forum per lo scambio di buone pratiche implementate negli Stati membri e di strumenti comunitari e nazionali per le famiglie più vulnerabili oltre che per affrontare questioni urgenti come la riformulazione alimentare e l’accessibilità economica del cibo.

La Commissione avvierà inoltre uno studio sull’impatto del consumo dei cosiddetti “alimenti ultra-processati”.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “I nostri agricoltori sono al centro del sistema di produzione alimentare dell’Ue. È grazie al loro duro lavoro quotidiano che tutti noi abbiamo cibo sicuro e di alta qualità. Tuttavia, i nostri agricoltori affrontano le crescenti sfide della concorrenza globale e dei cambiamenti climatici. Ecco perché oggi offriamo una strategia globale che rende l’agricoltura più attraente, più resiliente e più sostenibile“.