Europa a più velocità: sulla competitività l’asse dei ‘volenterosi’ accelera ad Alden Biesen

L'incontro tra una dozzina di governi apre la strada al vertice a 27 in programma il 12 febbraio e sarà l'occasione per testare i Paesi "lungimiranti", che vogliono accelerare sulle riforme necessarie per rilanciare l'economia del blocco
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Competitivita

Competitività al centro della scena europea. Dopo un seminario ad hoc tenutosi a Leuven, in Belgio, il 4 febbraio, il tema sarà al centro dell’incontro informale dei capi di Stato e di governo in programma giovedì prossimo, 12 febbraio, presso il castello belga di Alden Biesen. Prima del vertice, si terrà un pre-summit indetto e organizzato dalla premier italiana Giorgia Meloni e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz insieme al primo ministro belga Bart De Wever.

Un segnale del nuovo asse Roma-Berlino, che lascia da parte la Francia di Emmanuel Macron, il quale, invitato, ha preso del tempo prima di decidere di presenziare. Italia e Germania hanno anche stilato un documento congiunto sulla competitività – anche qui escludendo Parigi – che dovrebbe essere alla base delle discussioni del pre-summit di giovedì.

Il pre-summit

Nel concreto, una dozzina di leader e la Commissione si riuniranno prima dell’incontro vero e proprio sulla competitività ad Alden Biesen. Un occasione utile a misurare la volontà di procedere tra Paesi volenterosi, o “lungimiranti” come l’ex governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha chiamato quelli che vogliono fare da apripista per un’Unione più unita, più determinata a procedere verso le azioni che servono al rilancio del blocco. Draghi lo chiama “federalismo pragmatico”, necessario oggigiorno per non rimanere impantanati, ostaggio del potere di veto in capo ai governi. Una cooperazione rafforzata, prevista anche dai Trattati dell’Ue e avviata di fatto due settimane fa da Italia, Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Polonia, che hanno lanciato il gruppo dei “Big Six” proprio per accelerare sulla crescita.

Tornando al pre-summit, come anticipato i lavori dovrebbero basarsi sul documento di una pagina firmato da Meloni, Merz e De Wever. Sintetizzando, Italia, Germania e Belgio puntano a rilanciare la competitività e garantire l’indipendenza dell’Unione attraverso l’abbattimento delle barriere interne al mercato comune, la semplificazione delle norme europee e la stipula più rapida di numerosi accordi commerciali per “aprire nuovi mercati e opportunità per l’economia europea”.

“Il nostro obiettivo è raggiungere un accordo in occasione dell’Euco di marzo e ancorare questa agenda alle sue conclusioni attraverso iniziative concrete, mandati e scadenze, in modo da attuarla pienamente entro la fine del 2026”, sottolinea il documento.

Su un punto i due governi differiscono: se Roma è aperta al debito comune chiesto ieri da Macron un un’intervista a sette quotidiani europei, per la Germania l’argomento continua a essere un ‘nein’.

The road(map) to competitiveness

Dopo il pre-summit, sarà la volta del summit vero e proprio, informale. I leader europei si incontreranno al castello di Alden Biesen, nella campagna belga, con una mission: trovare una via, magari una road map, per far recuperare al blocco la perduta competitività. Un termine ombrello, questo, che comprende un ampio spettro di ambiti, dalle regole ambientali alla supervisione bancaria, per allargarsi anche al mercato unico.

Si tratta di un incontro preliminare per il Consiglio Europeo formale di marzo, e pertanto non è previsto un documento scritto finale. Spetterà poi agli ambasciatori Ue nelle prossime identificare le priorità chiave da trattare durante l’Euco.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ieri ha inviato ai leader una lettera per chiedere una roadmap congiunta per completare il mercato unico, affermando ancora una volta che fare “business as usual” non è più possibile e che di fronte a un mondo “sempre più plasmato dal potere puro, dalla rivalità strategica e dalla militarizzazione delle dipendenze”, l’unica soluzione è migliorare la competitività, funzionale a mantenere l’indipendenza.

“Le divergenze tra le normative nazionali e le condizioni commerciali tra gli Stati membri impediscono alle imprese di raggiungere il loro pieno potenziale e limitano la competitività dell’Europa. Il nostro obiettivo principale deve essere quello di rimuovere queste barriere interne”, ha proseguito von der Leyen.

La tedesca ha anche annunciato che presenterà ai leader una relazione sui progressi compiuti nella riduzione della burocrazia, e che la Commissione proseguirà con la sua strategia di diversificare i rapporti commerciali dell’Unione, come fatto con India, Sudafrica, Mercosur (al momento rimesso alla Corte di Giustizia europea e dunque sospeso) e altri Paesi. L’organo esecutivo dell’Unione, inoltre, sosterrà una “preferenza europea” per gli appalti pubblici.

Europa a più cerchi

L’Ue, ha precisato von der Leyen, dovrebbe impegnarsi “a raggiungere un accordo tra tutti i 27 Stati membri“, ma se ciò si rivelasse impossibile in ambiti rilevanti, si renderà necessario “andare oltre l’unanimità” ed evitare che “una mancanza di progressi o di ambizione” possa “compromettere la competitività o la capacità di agire dell’Europa”. Il futuro del blocco insomma sembra sempre più un futuro a più cerchi e più velocità.