Con il Net-Zero Industry Act l’Ue punta al primato nelle industrie verdi

Rinnovabili al centro della strategia Ue contro le emissioni: con il regolamento, l’obiettivo 2050 sembra essere realizzabile
4 settimane fa
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Energie Rinnovabili

Zero emissioni entro il 2050 con il Net-Zero Industry Act. Questo è l’obiettivo dell’Unione europea per valorizzare l’autodeterminazione economica e la scelta politica di contrastare con forza il cambiamento climatico. Per farlo, il Consiglio ha adottato ieri il regolamento che istituisce il quadro di misure volte a rafforzare l’ecosistema produttivo europeo. Il regolamento mira a promuovere la diffusione industriale degli strumenti a impatto zero necessari per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Ue, utilizzando la forza del mercato unico. Lo scopo? Posizionare l’Europa come leader delle green tech.

“Il Net-Zero Industry Act – ha affermato Jo Brouns, Ministro delle Fiandre per l’Economia, l’Innovazione, il Lavoro, l’Economia Sociale e l’Agricoltura – è una delle pietre miliari di una nuova politica industriale. Questo atto giuridico aiuterà l’Europa a guidare la corsa globale verso le tecnologie verdi e farà in modo che il nostro contributo alla lotta contro il cambiamento climatico riduca anche le nostre dipendenze, rafforzi la nostra autonomia strategica e ci aiuti a creare crescita e posti di lavoro in Europa”.

Gli obiettivi del Net-Zero Industry Act

Il regolamento creerà condizioni favorevoli per gli investimenti nelle tecnologie verdi e si pone i seguenti obiettivi:

• semplificare il processo di concessione delle autorizzazioni per progetti strategici;
• facilitare l’accesso al mercato per prodotti tecnologici strategici (in particolare negli appalti pubblici o nella vendita all’asta delle energie rinnovabili);
• migliorare le competenze della forza lavoro europea in questi settori (ad esempio con accademie industriali a zero emissioni nette e aree industriali o “valli” ad alta concentrazione);
• creare una piattaforma per coordinare l’azione dell’UE in questo settore.

Per promuovere l’innovazione, l’atto giuridico propone di creare quadri normativi favorevoli per lo sviluppo, la sperimentazione e la convalida delle tecnologie innovative (noti come “regulatory sandbox”).

La legge è una delle tre iniziative legislative chiave del piano industriale del Green Deal – insieme alla legge sulle materie prime critiche e alla riforma dell’assetto del mercato dell’elettricità – per migliorare la competitività dell’industria europea a zero emissioni e sostenere una rapida transizione alla neutralità climatica.

Come misurare i traguardi?

Le “scadenze” europee sono sempre più vicine e il regolamento, oltre al tipo di tecnologie da impiegare a normato anche la misurazione dei progressi. Questi saranno soggetti a due parametri indicativi. Il primo è la capacità di produrre quelle stesse tecnologie a impatto zero, come fotovoltaico e eolico che raggiungono il 40% delle esigenze di implementazione energetica dell’Ue. In secondo luogo, un obiettivo specifico per una maggiore quota dell’Unione per queste tecnologie con l’obiettivo di raggiungere il 15% della produzione mondiale entro il 2040.

Tra le tecnologie comprese in questo elenco si segnalano:

  • Tecnologie solari fotovoltaiche e solari termiche
  • Rinnovabili onshore e offshore
  • Sistemi storage
  • Pompe di calore e tecnologie per l’energia geotermica
  • Tecnologie nucleari e a idrogeno
  • Tecnologie sostenibili per biogas/biometano
  • Tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS)
  • Tecnologie di rete

Inoltre, il net-zero Industry Act stabilisce una capacità annua di riduzione di almeno 50 milioni di tonnellate di Co2 da raggiungere entro il 2030 nei siti di stoccaggio geologico situati nel territorio dell’Unione.