Nel giro di una sola giornata, la Commissione europea ha impresso una spinta decisiva alla transizione energetica del continente, approvando due programmi di sostegno pubblico di portata storica per Francia e Danimarca. Questi interventi, pur focalizzati su tecnologie diverse, come l’idrogeno a basse emissioni e l’eolico offshore, convergono verso un unico obiettivo: abbattere la dipendenza dai combustibili fossili russi e raggiungere i target climatici vincolanti dell’Ue per il 2030.
Francia: 1 gigawatt di elettrolisi per decarbonizzare l’industria pesante
Il piano francese, valutato positivamente ai sensi della disciplina sugli aiuti di Stato a favore del clima, dell’ambiente e dell’energia (Ceeag), punta a incentivare la produzione di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio. Il regime sosterrà la costruzione di 1 gigawatt (gW) di capacità di elettrolisi. Le risorse verranno assegnate tramite tre round di aste competitive; il primo bando riguarda 200 megawatt (mW) con un budget stimato di 797 milioni di euro.
Questa misura è un pilastro della strategia di Parigi per raggiungere 4,5 gW di capacità di elettrolisi entro il 2030 e 8 gW entro il 2035. Per massimizzare l’efficienza, l’idrogeno prodotto sarà venduto esclusivamente per uso industriale diretto, limitandolo ai settori in cui non esistono alternative di elettrificazione economicamente sostenibili.
Il sostegno avverrà sotto forma di un premio fisso per 15 anni. I beneficiari dovranno garantire una riduzione delle emissioni di almeno il 70% lungo l’intera catena del valore rispetto ai combustibili fossili. La Francia stima che il piano eviterà l’immissione di 1.100 chilotoni di Co2 all’anno, pari, cioè, a un milione e 100mila tonnellate di tritolo.
Danimarca: 5 miliardi di euro per il dominio del Mare del Nord
In Danimarca, la Commissione ha approvato un regime da 5 miliardi di euro destinato allo sviluppo di parchi eolici offshore su vasta scala. Si tratta di una delle prime grandi applicazioni del Clean Industrial Deal State Aid Framework (Cisaf), adottato nel giugno 2025. Il finanziamento coprirà la costruzione e la gestione di due parchi strategici: Hesselø (minimo 0,8 gW) e North Sea I Mid (minimo 1 gW). Insieme, questi impianti produrranno annualmente elettricità pari a circa il 25% dell’intera produzione elettrica danese dello scorso anno. L’aiuto sarà erogato tramite un contratto per differenza (CfD) mensile per la durata di 20 anni. Se il prezzo di mercato dell’energia sarà inferiore al prezzo offerto in sede d’asta, lo Stato integrerà la differenza; se superiore, i produttori restituiranno l’eccedenza alle autorità danesi.
Un dettaglio tecnico cruciale è che il supporto sarà basato sulla capacità potenziale di produzione del parco e non sulla produzione effettiva. Questo design impedisce distorsioni di mercato, evitando di remunerare i produttori in periodi di prezzi negativi.
Oltre la transizione energetica
Secondo la Commissione, entrambi i regimi possiedono un forte “effetto di incentivazione”: senza il supporto pubblico, i costi elevati dell’energia pulita rispetto alle alternative fossili renderebbero i progetti finanziariamente insostenibili.
Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione con delega alla Transizione pulita, giusta e competitiva, ha sottolineato come l’idrogeno svolgerà un ruolo strategico per i settori industriali ad alta intensità energetica, mentre l’eolico offshore danese garantirà una produzione massiccia di energia a costo contenuto.
Queste manovre si inseriscono nel piano RePowerEu e nel Green Deal Industrial Plan, mirati a portare la quota di energie rinnovabili nell’Ue ad almeno il 42,5% entro il 2030.
