L’Europa al bivio dell’acqua: resilienza, innovazione e cooperazione al centro del nuovo corso comunitario

Un incontro all'Europarlamento per contribuire alla nuova Strategia europea per la resilienza idrica. Tra le priorità: investimenti in infrastrutture, riuso delle acque reflue, innovazione digitale, tariffazione intelligente e cooperazione tra Stati
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Si è svolto al Parlamento europeo l’evento “Securing the Future of Water: Resilience Strategies for Southern Europe”, promosso da Must & Partners e ospitato dal presidente della Commissione Envi Antonio Decaro. Un confronto strategico che ha riunito decisori politici, rappresentanti istituzionali, aziende leader del settore idrico e società civile, per contribuire alla definizione della prossima Strategia europea per la resilienza idrica, che sarà presentata dalla Commissione il 4 giugno, mentre il Parlamento voterà l’own initiative report sul tema lunedì 7 aprile.

Acqua, democrazia e futuro del Sud Europa

A inaugurare i lavori è stato proprio Decaro, che ha sottolineato come l’acqua sia ormai “l’unità di misura su cui si giocherà la sfida democratica del futuro”, ricordando le parole di padre Zanotelli: “Senza petrolio si può vivere. Senza acqua no.”

Nel suo intervento, Decaro ha illustrato dati allarmanti: il 30% della popolazione mediterranea vive in condizioni di stress idrico permanente, una cifra destinata ad aumentare con l’intensificarsi degli effetti climatici. L’Italia ha registrato un aumento del 485% di eventi climatici estremi rispetto al 2015.

La voce delle istituzioni europee: verso una strategia vincolante

Il messaggio dell’evento è chiaro: l’Europa ha bisogno di una strategia vincolante, con risorse dedicate, obiettivi chiari e un piano per infrastrutture sovranazionali che colleghino le regioni ricche d’acqua con quelle in deficit.

Paulina Dejmek Hack, Capo di Gabinetto della Commissaria Jessika Roswall, responsabile per Ambiente, resilienza idrica ed economia circolare competitiva, ha ribadito i sei pilastri su cui la Commissione sta costruendo la strategia:

  1. Ripristino del ciclo idrico naturale
  2. Migliore applicazione della normativa esistente
  3. Semplificazione normativa
  4. Innovazione tecnologica
  5. Finanziamenti mirati
  6. Sensibilizzazione dei cittadini

Esperienze dal territorio: innovazione e urgenza

Il CEO di A2A Tullio Montagnoli ha descritto lo scenario italiano: “Nel 2022 abbiamo perso 36 miliardi di metri cubi d’acqua – 60 volte il volume del Lago Trasimeno.” Ha evidenziato la necessità di “usare le falde come invasi naturali” e di “favorire soluzioni nature-based per ridurre le perdite”.

Francesca Portincasa di Acquedotto Pugliese ha raccontato come la Puglia, regione storicamente povera d’acqua, sia all’avanguardia nel riuso dell’acqua depurata anche per l’agricoltura idroponica.

Proposte chiave e contributi tecnici

Il rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente presentato da Trine Christiansen ha fornito una fotografia aggiornata della situazione idrica: solo 38% delle acque superficiali europee raggiunge uno “stato ecologico buono”, mentre il 74% del territorio nel Sud Europa è esposto a scarsità idrica ogni anno.

Thomas Bajada, eurodeputato e relatore della relazione del Parlamento, ha presentato i sei pilastri della proposta parlamentare:

  • Efficienza idrica
  • Prevenzione dell’inquinamento
  • Adattamento climatico
  • Finanziamenti
  • Digitalizzazione
  • Cooperazione transfrontaliera

Ha invocato una “cultura della solidarietà tra regioni e Stati” e l’inserimento di una voce di bilancio dedicata all’acqua nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale.

Un messaggio corale dal Sud Europa

Rappresentanti da Italia, Grecia, Cipro, Spagna e Malta hanno ribadito la necessità di strumenti flessibili, di fondi europei specifici e di una governance idrica integrata che valorizzi l’esperienza mediterranea, come sottolineato anche da Manuel Sapiano (Malta) e Efthymios Costopoulos (Grecia).

Pietro De Lotto (Comitato Economico e Sociale Europeo) ha rilanciato la proposta di un Blue Transition Fund con condizionalità chiare, e strumenti come i “certificati blu” per incentivare le tecnologie efficienti.

Prossimi passi

L’iniziativa sarà integrata nella Strategia sulla resilienza idrica della Commissione Europea, attesa per il secondo trimestre 2025. I contributi emersi avranno un impatto diretto nella definizione di politiche che tengano conto delle specificità geografiche del Sud Europa e promuovano un nuovo equilibrio economico, sociale e ambientale, centrato sull’acqua come diritto universale.