I cittadini europei si sentono direttamente colpiti dalle politiche ambientali

Dal costo dell’inquinamento all’impatto di sostanze chimiche: la preoccupazione dei cittadini Ue in un sondaggio Eurobarometro
3 settimane fa
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Europa bandiera

I cittadini europei si sentono direttamente colpiti dalle politiche ambientali degli Stati membri. A confermarlo è l’ultimo sondaggio Eurobarometro sugli “Atteggiamenti degli europei verso l’ambiente”, dal quale è emerso che i cittadini considerano il cambiamento climatico una questione che li riguarda personalmente. Le politiche ambientali, infatti, rientrano tra le grandi protagoniste delle prossime elezioni europee.

Politiche e costi ambientali

Più di tre quarti degli europei (78%) affermano che le questioni ambientali hanno un effetto diretto sulla loro vita quotidiana e sulla loro salute. E più di quattro intervistati su cinque (84%) concordano sul fatto che la legislazione ambientale dell’Ue sia necessaria per proteggere l’ambiente nel loro Paese. Questi risultati sono quasi identici a quelli dell’ultima indagine condotta nel 2019, evidenziando la continua rilevanza che la politica ambientale assume in Ue.

A preoccupare i cittadini dell’Ue, però, sono anche i costi dell’inquinamento. Il 92% ha affermato che le aziende dovrebbero farsi carico dei costi legati al proprio inquinamento; il 74% ritiene che debbano essere le autorità pubbliche. Così come per il 78% degli intervistati proporre maggiori misure Ue per affrontare le questioni legate all’acqua è importante.

L’inquinamento e il consumo eccessivo/spreco d’acqua sono visti come le due principali minacce legate all’ambiente. “Nei paesi frequentemente colpiti dalla siccità – si legge nel report -, la minaccia numero uno in termini di acqua è la siccità, come in Spagna, Cipro e Malta. Inoltre, la maggioranza degli intervistati ritiene che nessuno dei settori più rilevanti, come l’industria, i produttori di energia, il turismo o l’agricoltura, stia attualmente facendo abbastanza per utilizzare l’acqua in modo efficiente”.

Sostegno all’economia circolare

Cosa può fare l’Unione europea? Ripristinare la natura e attuare politiche di promozione della salvaguardia dell’ambiente: queste sono le priorità dell’Unione oggi e ciò che i cittadini ritengono necessario e urgente. Infatti, spiega Eurobarometro che “c’è una predisposizione verso un comportamento dei consumatori più sostenibile con quasi sei intervistati su dieci disposti a pagare di più per prodotti sostenibili che siano più facili da riparare, riciclabili e/o prodotti in modo sostenibile dal punto di vista ambientale. Nell’ambito di un’economia più circolare, i cittadini sostengono la riduzione della quantità di rifiuti differenziando correttamente i rifiuti per il riciclaggio e utilizzando imballaggi riutilizzabili. Inoltre, per ridurre gli sprechi, quasi la metà degli intervistati acquisterebbe principalmente prodotti che non hanno più imballaggi del necessario e oltre il 40% acquisterebbe principalmente prodotti in confezioni riciclate”.

Consapevolezza degli impatti sull’ambiente

La consapevolezza dei cittadini Ue sugli impatti delle sostanze chimiche è maggiore rispetto al passato e costante dal 2019. Più di quattro intervistati su cinque (84%) sono preoccupati per l’impatto delle sostanze chimiche nocive presenti nei prodotti di uso quotidiano sulla loro salute, e la stessa percentuale è preoccupata per l’impatto di tali sostanze chimiche sull’ambiente. Anche la sicurezza chimica dei prodotti è presa in considerazione dal 72% degli europei intervistati al momento degli acquisti. Il 29% degli europei afferma di aver sentito parlare di PFAS (noti anche come “sostanze chimiche per sempre“), mentre il 71% no. Poi, una volta ricevute maggiori informazioni sui PFAS, l’81% degli intervistati esprime preoccupazione per il loro potenziale impatto sulla salute e l’84% per gli effetti di tali sostanze chimiche sull’ambiente. Infine, secondo più della metà degli intervistati, la protezione ambientale dell’UE dalle sostanze chimiche pericolose è considerata troppo scarsa e dovrebbe essere aumentata.

“I risultati di questa indagine – ha commentato il commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca Virginijus Sinkevičius – confermano l’importanza che le politiche verdi rivestono nella vita quotidiana degli europei. Sono incoraggiato nel vedere questo forte sostegno ad azioni che vanno dallo sviluppo dell’economia circolare al ripristino della natura, al centro del Green Deal europeo. È anche chiaro che i cittadini pensano che ci sia ancora molto lavoro da fare per proteggere l’ambiente, soprattutto in settori come la sicurezza chimica e la resilienza idrica”.

L’indagine è stata condotta tra il 6 marzo e l’8 aprile 2024 nei 27 Stati membri dell’Ue e ha coinvolto 26.346 intervistati provenienti da diversi gruppi sociali e demografici.