Immatricolazioni auto, nel 2025 volano ibrido ed elettrico (e superano benzina e diesel)

I motori tradizionali perdono terreno, con una quota di mercato scesa al 35,5% rispetto al 45,2% del 2024
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Il 2025 si è concluso con un segnale per l’industria automobilistica dell’Unione europea, registrando un incremento delle immatricolazioni del 1,8% rispetto all’anno precedente, per un totale di 10.822.831 nuove unità. Nonostante questa crescita, i volumi complessivi rimangono ancora distanti dai livelli pre-pandemia, evidenziando un mercato che sta cambiando natura più che espandersi in termini assoluti. Ed è la mobilità green ad avere la meglio.

L’avanzata delle “spine”: Bev e Plug-in in forte ascesa

Il vero protagonista dell’anno è stato il comparto delle auto elettriche a batteria (Bev). Secondo quanto riportato dai dati Acea, la Bev ha raggiunto una quota di mercato del 17,4%, una crescita significativa rispetto al 13,6% del 2024. In totale, sono state immatricolate 1.880.370 unità completamente elettriche. Questo risultato, in linea con le proiezioni annuali, è stato sostenuto da performance eccezionali nei mercati chiave: la Germania ha guidato la carica con un +43,2%, seguita dai Paesi Bassi (+18,1%), dal Belgio (+12,6%) e dalla Francia (+12,5%).

Dall’altro lato, le auto ibride plug-in (Phev) hanno consolidato la loro posizione, salendo dal 7,2% al 9,4% di quota di mercato. La crescita in questo segmento è stata vertiginosa in alcuni Paesi mediterranei, con la Spagna che ha segnato un +111,7% e l’Italia un +86,6%. Un dato particolarmente rilevante riguarda il solo mese di dicembre 2025, che ha visto un’impennata delle vendite del 51% per le elettriche e del 36,7% per le plug-in rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

L’egemonia dell’ibrido e il declino dei motori termici

Nonostante la spinta verso l’elettrico puro, le auto ibride-elettriche (Hev) si confermano la scelta preferita dai consumatori europei, rappresentando il 34,5% del mercato con 3.733.325 unità immatricolate. La popolarità di questi modelli è cresciuta costantemente in Spagna (+23,1%), Francia (+21,6%), Germania (+8%) e Italia (+7,9%).

Al contrario, i motori tradizionali stanno perdendo terreno in modo strutturale. La quota di mercato combinata di benzina e diesel è scesa al 35,5%, un calo drastico rispetto al 45,2% del 2024. Nello specifico, le immatricolazioni di auto a benzina sono diminuite del 18,7% (2.880.298 unità), con la Francia che ha registrato il crollo più vistoso (-32%). Il diesel, dal canto suo, continua la sua contrazione inarrestabile, segnando un -24,2% e scivolando a una quota di mercato di appena l’8,9%.

Analisi dei produttori: tra conferme e nuove “minacce”

La geografia industriale vede ancora il Gruppo Volkswagen in cima alla classifica con una quota di mercato del 27,6% e oltre 2,9 milioni di auto vendute (+5,5% rispetto al 2024). Segue Stellantis, che pur mantenendo una quota del 15,3%, ha registrato una flessione dei volumi del 4,7%. Il Gruppo Renault si posiziona al terzo posto con l’11,5% di share, trainato dalla crescita del marchio Alpine (+121,9%).

L’aspetto più dirompente del 2025 è però il divario tra i produttori di veicoli elettrici:

  • Il colosso cinese Byd ha registrato una crescita esponenziale del 227,8%, passando da 39.303 unità nel 2024 a 128.827 unità nel 2025.
  • Al contrario, Tesla ha subito una battuta d’arresto nel mercato Ue, con una riduzione delle immatricolazioni del 37,9%.

Acea chiarisce, però, che i dati del 2025 non indicano ancora del tutto una traiettoria positiva verso gli obiettivi climatici dell’Unione e esiste ancora un ampio margine di miglioramento per garantire che la transizione rimanga sui binari previsti.

La sfida per il 2026 sarà trasformare questi segnali di crescita in una stabilità di mercato che possa finalmente colmare il divario con i volumi registrati nell’era pre-Covid.