Che lavoro fanno e quanto guadagnano gli eurodeputati?

Tra attività extraparlamentari, ecco alcuni dati nelle dichiarazioni dei redditi pubbliche: l’elaborazione dati di Transparency International Eu
1 mese fa
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Donna con soldi in Europa
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Quanto guadagna un eurodeputato? Che lavoro fa oltre il suo ruolo politico? Domande di questo tipo trovano risposta nei dati legati ai redditi: un membro del Parlamento europeo su quattro ha dichiarato collettivamente guadagni esterni per un importo totale di 8,7 milioni di euro all’anno. A riportarlo è uno studio di Transparency International Eu che ha posto l’accento sulla questione legata ai rischi del conflitto di interessi tra rappresentanti politici che potrebbero agire oltre l’interesse pubblico.

L’analisi si basa sui dati estratti dalle dichiarazioni di interessi privati degli stessi deputati, nei quali vengono dichiarate le entrate che ricevono al di fuori del loro mandato. Le dichiarazioni sono presenti nel database aggiornato di Integrity Watch Eu. Vediamo cos’è emerso.

Eurodeputati e stipendio

“Alcuni eurodeputati ricevono un compenso dalle aziende mentre svolgono attività parlamentare focalizzata sullo stesso settore di quelle aziende – spiega Transparency International Eu -. Ad esempio, l’eurodeputato Markus Ferber avrebbe offerto servizi di consulenza finanziaria alle banche mentre lavorava all’aggiornamento di una direttiva riguardante i mercati finanziari. Oppure prendiamo l’eurodeputato Axel Voss, che ha scritto un parere sulla legge sull’intelligenza artificiale dell’UE, il tutto mentre sedeva nel comitato consultivo sulla protezione dei dati del colosso tedesco delle telecomunicazioni Deutsche Telekom”.

Come ha spiegato il movimento anticorruzione, oggi i deputati sono tenuti a dichiarare solo i redditi secondari superiori alla soglia di 5.000 euro all’anno, mentre prima erano tenuti a dichiarare qualsiasi reddito percepito. Quello che è emerso dalle dichiarazioni è che il 70% dei deputati svolge attività secondaria, retribuita o non. Si tratta di 1751 attività in quantità “due per deputato. Vale la pena ricordare che tutti gli eurodeputati guadagnano circa 120mila euro all’anno, senza contare le indennità, per il loro lavoro a tempo pieno come rappresentanti eletti dei cittadini europei. Eppure, la stragrande maggioranza di loro dedica ancora tempo a lavori secondari, sia retribuiti che non retribuiti. Ciò non solo confonde il confine tra interessi personali e priorità politiche, ma invita anche a interrogarsi sulle vere motivazioni dietro le azioni degli eurodeputati. Infatti, più di un eurodeputato su quattro ha un lavoro secondario retribuito. Sommando le entrate accessorie annuali dei deputati al Parlamento europeo si arriva alla cifra di 8.707.651,81 euro all’anno”.

I lavori “extra”

“La nostra analisi rivela che gli eurodeputati del centro e del lato destro e di estrema destra dello spettro politico (RE, PPE, ECR, ID) hanno maggiori probabilità di avere incarichi extra retribuiti e di guadagnare in media più soldi rispetto a quelli di sinistra. I membri non allineati (NA) hanno un reddito secondario medio così alto dovuto in gran parte a un unico deputato europeo: il lituano Viktor Uspaskich che guadagna circa tre milioni di euro all’anno”, si legge nel report. A guadagnare di più risulterebbero essere gli eurodeputati lituani, con in media il reddito più elevato interamente dovuto a Uspaskich, seguito da Malta, Ungheria, Grecia e Slovacchia. Cipro, Svezia e Paesi Bassi sono invece i paesi con il reddito laterale medio più basso. Nessun eurodeputato cipriota guadagna nulla.

E in Italia? Nel nostro Paese, un membro del Senato o della Camera guadagna, al netto delle imposte, 5.000 euro. Se diviene Parlamentare Europeo, il suo guadagno aumenta del 63%, cioè pari a 7.853,89 euro. Il reddito esterno totale stimato dichiarato nella Dichiarazione di interessi privati (EUR), per quelli italiani, è in media pari a 34mila euro.

  • Con queste nuove dichiarazioni, l’analisi di Trasparency sottolinea la maggior precisione, ma questioni irrisolte, come:
  • Modi contorti di rendicontazione del reddito , che richiedono interpretazione
  • Citare accordi di non divulgazione per evitare di riportare il reddito o dichiarare il reddito in un intervallo per evitare di nominare una cifra precisa
  • Dichiarare la proprietà o il coinvolgimento in più attività redditizie, senza dichiarare alcun reddito personale
  • Dichiarare un reddito elevato attraverso l’appartenenza al comitato esecutivo di una grande azienda multinazionale, senza fornire il nome dell’entità interessata
  • Gli eurodeputati dichiarano all’improvviso attività ad alto reddito senza aver mai aggiornato le loro dichiarazioni prima.

“Ciò è un’ulteriore prova del fatto che il controllo di queste dichiarazioni necessita di un controllo più rigoroso da parte del Parlamento europeo e che gli eurodeputati continuano a impegnarsi con organizzazioni influenti. Un’attività su otto al Parlamento europeo rimane per conto di organizzazioni nel registro delle lobby, in linea con i nostri risultati precedenti – spiegano -. Non si può permettere ai deputati di trattare le dichiarazioni di interessi che potrebbero entrare in conflitto con quelli del pubblico come un esercizio di spuntatura o come un gioco”.