Cosa pensano i giovani europei dell’Unione Europea? Secondo l’ultimo rapporto Eurobarometro, il quadro che emerge è un mix di fiducia e incertezze, speranze e preoccupazioni. Il 61% dei giovani tra i 16 e i 30 anni si dichiara ottimista riguardo al futuro dell’Ue, e il 60% ritiene che l’Unione abbia un impatto positivo sulla società. Tuttavia, dietro a questi numeri si nascondono ombre di inquietudine: il costo della vita, la stabilità economica, la sicurezza e il cambiamento climatico sono le grandi preoccupazioni delle nuove generazioni.
In Italia, la situazione appare ancora più complessa. Se da un lato il 53% dei giovani si dice “abbastanza ottimista” sul futuro dell’Europa, dall’altro il nostro Paese si conferma uno degli stati più euroscettici, con un tasso di disillusione tra i più alti del continente. Mentre il 35% degli italiani riconosce nella libertà di movimento uno dei principali punti di forza dell’Ue, il 38% indica il costo della vita come la sfida più urgente. Il dato non sorprende, considerando il senso diffuso di precarietà lavorativa e la difficoltà di accesso alla casa che affligge molti giovani italiani.
L’Europa delle opportunità: sogno o miraggio?
Viaggiare liberamente, studiare all’estero, accedere a programmi di finanziamento: per molti giovani europei, l’Ue rappresenta soprattutto questo. La libertà di movimento è citata dal 32% degli intervistati come il principale punto di forza dell’Unione, seguita dalla solidarietà tra stati membri (28%) e dall’impegno per i valori democratici (25%).
Ma il sogno europeo è davvero accessibile a tutti? Se guardiamo l’Italia, emergono contraddizioni significative. Da un lato, il 28% dei giovani italiani riconosce l’importanza della democrazia e dei valori europei; dall’altro, il 41% vede nell’insicurezza economica una grave minaccia alla stabilità dell’Ue. Inoltre, le aspettative per il 2030 rivelano un desiderio chiaro: il 45% dei giovani italiani vorrebbe un’Europa che garantisca migliori opportunità di lavoro e maggiore stabilità economica.
L’impressione è che il progetto europeo sia percepito più come un’idea astratta che come una realtà concreta capace di incidere sulla vita quotidiana. Le politiche comunitarie, pur offrendo strumenti come Erasmus e fondi per l’innovazione, non riescono a rispondere efficacemente all’urgenza delle difficoltà economiche.
Precarietà e costo della vita: le sfide che pesano sui giovani italiani
Se c’è un tema che unisce i giovani europei è quello della difficoltà economica. Il 41% indica il costo della vita come la principale preoccupazione per il futuro, seguito dal timore per la stabilità economica (27%) e dalla difficoltà di accesso alla casa (23%).
In Italia, la situazione è ancora più critica. Il 38% dei giovani italiani considera l’aumento del costo della vita la principale sfida dell’Ue, mentre il 33% chiede più interventi per il lavoro e l’uguaglianza sociale. Il dato è sintomatico di una generazione che fatica a costruire un futuro indipendente, schiacciata tra stipendi bassi e affitti alle stelle.
A confermare questa difficoltà è anche la richiesta di maggiori investimenti europei in settori strategici: il 38% dei giovani italiani vorrebbe più fondi per l’edilizia residenziale accessibile, il 33% per la salute e l’accesso all’assistenza sanitaria, mentre il 32% segnala la salute mentale come ambito prioritario.
Questi numeri raccontano un’Italia in cui il supporto europeo è percepito come necessario, ma spesso insufficiente. L’Ue dovrebbe rafforzare il proprio intervento su temi come l’occupazione giovanile e il welfare, dimostrando che la solidarietà tra stati membri non è solo un concetto teorico, ma una realtà concreta.
L’Europa che vogliono i giovani: sicurezza, clima e diritti
Oltre alle questioni economiche, i giovani chiedono all’Ue un impegno più deciso su temi cruciali come la sicurezza e la lotta ai cambiamenti climatici. Il 31% dei giovani europei ritiene che la priorità assoluta dell’Ue dovrebbe essere la sicurezza e la difesa, seguita dall’azione per il clima e la protezione ambientale (27%).
L’Italia si allinea su questo fronte, con il 37% dei giovani che chiede un intervento più forte sul cambiamento climatico e il 29% sulla sicurezza. Ma c’è un’altra dimensione che preoccupa: la tenuta democratica dell’Europa. La disinformazione e la sfiducia nelle istituzioni sono percepite come minacce sempre più gravi. Il 34% dei giovani europei individua nelle fake news un pericolo per la democrazia, mentre il 27% teme la crescente intolleranza nelle società europee. In Italia, il dato più allarmante riguarda l’insicurezza economica, indicata dal 41% dei giovani come il principale rischio per la stabilità democratica.
Se da un lato l’Ue continua a godere di un certo consenso tra le nuove generazioni, dall’altro emerge la richiesta di un’Europa più incisiva, capace di affrontare le sfide del presente con soluzioni concrete. Le aspettative per il 2030 sono chiare: un’Europa più forte sul piano economico, più attenta all’ambiente e più vicina ai suoi cittadini. Riuscirà l’Unione a rispondere a questa chiamata?