50 anni per la parità di genere in Europa? Un piano per raggiungerla entro il 2030

La Strategia Ue 2026-2030 della Commissione europea e il ruolo dell’Europarlamento
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Parita di genere europea canva

L’Unione europea ha tracciato la rotta per i prossimi cinque anni con l’obiettivo di rendere l’uguaglianza di genere una realtà tangibile in ogni aspetto della vita, online e offline. La Commissione europea ha presentato ufficialmente la Strategia per la parità di genere 2026-2030, un piano ambizioso che non solo definisce nuove azioni concrete, ma raccoglie anche la spinta politica e le istanze arrivate dal Parlamento europeo.

Un impegno comune: 50 anni sono troppi

Nonostante i progressi, le stime dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (Eige) indicano che, senza un’accelerazione, l’Ue impiegherebbe 50 anni per raggiungere la piena parità. Per questo motivo, la nuova Strategia trasforma gli obiettivi della “Roadmap per i diritti delle donne” (approvata nel 2025 da tutti gli Stati membri) in misure puntuali per dare potere a donne e ragazze, coinvolgendo attivamente anche uomini e ragazzi in questo cambiamento.

Il Parlamento europeo ha giocato un ruolo cruciale in questo processo: nel novembre 2025, gli eurodeputati hanno adottato una risoluzione specifica per fornire il proprio contributo e influenzare i contenuti della Strategia presentata questa settimana.

Sicurezza digitale: stop alla violenza online e ai deepfake

Uno dei pilastri della nuova agenda è il contrasto alla cyberviolenza, una minaccia che colpisce in modo sproporzionato le donne. La Commissione prevede misure severe contro i deepfake e i “deepnudes” a contenuto sessuale esplicito, utilizzando i poteri del Digital Services Act per dialogare con le grandi piattaforme online e garantire la rimozione dei contenuti illegali.

Su questo fronte, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha lanciato un messaggio di tolleranza zero: le molestie online non devono essere accettate come una “caratteristica inevitabile” della vita digitale. Durante l’incontro interparlamentare del 5 marzo 2026, Metsola ha ribadito che l’odio digitale mina la dignità delle persone e la stessa democrazia.

Salute e medicina: oltre il “modello maschile”

Per la prima volta, la salute diventa un’area politica dedicata all’interno della Strategia. L’obiettivo è superare il divario nella ricerca medica, che spesso ha ignorato le differenze biologiche tra i sessi, portando a diagnosi tardive o trattamenti meno efficaci per le donne.

Tra le iniziative principali:

  • Una collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità per migliorare l’accessibilità delle cure.
  • Lo studio della fattibilità di un “controllo di genere” sistematico per lo sviluppo e l’approvazione dei farmaci da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema).
  • Azioni per contrastare la povertà mestruale e legata alla menopausa a livello nazionale.

Colmare i gap di stipendio e di pensione

L’uguaglianza non è solo un dovere morale, ma un motore economico: migliorare la parità di genere potrebbe incrementare il Pil pro capite dell’Ue del 9,6% entro il 2050. Tuttavia, oggi le donne guadagnano ancora in media in Ue il 12% in meno all’ora rispetto agli uomini, un divario che esplode al 25% nel settore delle pensioni. Per rispondere a questa sfida, la Commissione:

  1. Supporterà gli Stati nell’attuazione della Direttiva sulla trasparenza salariale.
  2. Presenterà nel 2027 il “European Care Deal”, un pacchetto di misure per migliorare i servizi di cura (infanzia e anziani) e promuovere una divisione equa dei carichi domestici.
  3. Lancerà piani d’azione per attrarre più donne nei settori Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e nelle startup.

Proteggere le donne nelle istituzioni

Il Parlamento europeo ha espresso preoccupazione per il calo delle donne elette nelle ultime elezioni europee, scese sotto la soglia del 40%. La Strategia prevede una nuova Raccomandazione sulla sicurezza in politica, con l’obiettivo di proteggere le candidate e le elette dalle minacce e dalla disinformazione mirata, che spesso mira a minarne la credibilità.

“La parità di genere non è una questione femminile, riguarda tutti”, ha dichiarato Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione. L’obiettivo finale della Strategia 2026-2030 è costruire una “Unione dell’Uguaglianza” in cui ogni individuo sia libero di scegliere il proprio percorso di vita senza barriere basate sul genere. Un impegno che, come sottolineano le fonti, è ormai un obbligo legale e un pilastro per la tenuta delle democrazie europee.

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