Arriva la nuova strategia visti Ue, cosa cambia per chi entra nell’Area Schengen

L'Europa punta a diventare la destinazione preferita per i talenti globali
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Area Schengen Controlli Ees Canva

La Commissione europea ha adottato la sua prima Strategia globale in materia di visti, trasformando quella che era una procedura amministrativa in un potente strumento di politica estera e crescita economica. Non si tratta solo di nuove regole, ma di un vero e proprio ponte strategico che mira a collegare l’Europa alle opportunità globali, proteggendo allo stesso tempo la sicurezza dei cittadini in un’epoca di crescente instabilità geopolitica.

L’obiettivo è ambizioso: rendere l’area Schengen più protetta grazie a tecnologie d’avanguardia e più aperta per chi contribuisce alla prosperità del continente.

La rivoluzione dei confini “intelligenti”

Il cambiamento più visibile per chi viaggia verso l’Europa sarà la digitalizzazione totale. I tradizionali bollini cartacei applicati sui passaporti saranno sostituiti da visti digitali sicuri che potranno essere richiesti interamente online. Questa trasformazione si inserisce in un ecosistema tecnologico che diventerà pienamente operativo entro il 2028, quando tutti i database europei saranno capaci di parlarsi attraverso l’interoperabilità.

Al centro di questa architettura troviamo tre pilastri tecnologici:

  1. l’Ees (Entry/Exit System), che già dall’ottobre 2025 registra ogni ingresso e uscita automatizzando il calcolo dei giorni di permanenza per evitare soggiorni irregolari e che sarà pienamente operativo nell’Area Schengen entro aprile 2026;
  2. l’Etias (European Travel Information and Authorisation System), che dal quarto trimestre del 2026 richiederà un’autorizzazione preventiva anche a chi non ha bisogno di visto (come americani o britannici), effettuando uno screening di sicurezza prima della partenza;
  3. il Vis (Visa Information System), che ora includerà anche visti a lungo termine e permessi di soggiorno per prevenire il fenomeno del “visa shopping”, ovvero il tentativo di richiedere visti a più Stati finché non se ne ottiene uno.

La sfida dell’attrattività dei talenti

L’Europa ha capito che per competere con potenze come Stati Uniti e Cina deve diventare la destinazione preferita per menti brillanti e innovatori. Per questo, la strategia include una raccomandazione specifica per attirare professionisti, specialmente nei settori Stem (Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). La burocrazia non sarà più un ostacolo: per i viaggiatori “affidabili” verranno introdotti visti a ingressi multipli con validità superiore ai cinque anni.

Per semplificare il lavoro delle imprese, la Commissione propone, inoltre, una lista di “aziende verificate” (comprese startup e scaleup innovative) i cui dipendenti godranno di corsie preferenziali e tempi di attesa minimi. Nasceranno infine gli “European Legal Gateway Offices”, uffici dedicati ad assistere datori di lavoro e talenti stranieri nelle pratiche di visto, con un primo progetto pilota già avviato in India per il settore tecnologico. L’idea è quella di trasformare la mobilità in un motore per la competitività europea.

Il visto come leva diplomatica e deterrente

In un mondo politicamente volatile, il visto diventa così uno strumento di pressione. Attraverso il potenziamento dell’Articolo 25a del Codice dei Visti, l’Unione potrà limitare o rendere più costosi i visti per i cittadini di quei Paesi che non collaborano nel rimpatrio dei propri cittadini irregolari. Ma la strategia va oltre: in caso di attacchi ibridi, manipolazione dell’informazione o aggressioni aperte, l’Ue potrà introdurre misure restrittive mirate.

Queste sanzioni potrebbero colpire categorie specifiche, come diplomatici o funzionari di Stati considerati aggressori, bloccando i visti per viaggi non essenziali come il turismo. Ma nonostante questo approccio più rigido, l’Europa non rinuncia ai suoi valori. Sono previste salvaguardie rigorose per garantire l’accesso a giornalisti indipendenti, difensori dei diritti umani e dissidenti che fuggono da regimi oppressivi.

Per armonizzare l’applicazione di queste regole in tutti i Paesi membri, la Commissione valuta anche la creazione di un Ufficio Ue di Supporto per i Visti all’interno di Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, che offrirà formazione tecnica e analisi del rischio basate su prove concrete.

In sintesi, la nuova strategia riflette un’Europa più matura e consapevole: un attore globale pronto a gestire la mobilità alle proprie condizioni, bilanciando il calore dell’accoglienza con il rigore della sicurezza.