Ue, una nuova strategia per la frontiera con Russia e Bielorussia

Le regioni più orientali dell'Ue risentono della guerra in Ucraina, tra spopolamento e declino economico. Il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto: "Rafforzarle è un investimento strategico per la sicurezza, la stabilità e la competitività"
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Raffaele Fitto
Raffaele Fitto (foto Commissione europea)

Le regioni di confine orientale non sono solo confini nazionali, ma confini europei”. Per questo motivo, rafforzarle “è un investimento strategico per la sicurezza, la stabilità, la coesione e la competitività dell’Europa”. Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione, responsabile per Coesione e riforme, ha motivato così la nuova strategia per contrastare il declino economico e demografico delle regioni orientali dell’Europa, presentata oggi. Queste aree, essendo al confine con Russia, Bielorussia e Ucraina, sentono da vicino il fiato sul collo da parte di Mosca e le conseguenze della guerra in Ucraina. “Per loro, “più che in qualsiasi altra parte d’Europa, esiste un chiaro prima e dopo il 24 febbraio 2022”, ha affermato il commissario.

I Paesi coinvolti

Nove i Paesi – Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria – coinvolti nel piano, che prevede anche misure contro le minacce ibride. Sul piatto, 28 mdl di euro di prestiti offerti in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti e la Banca mondiale “per garantire che rimangano luoghi vivaci in cui vivere, lavorare, crescere e restare competitivi”, come ha spiegato oggi Fitto. Non si tratta dunque di nuovi fondi dall’attuale bilancio del blocco.

I Paesi in questione stanno affrontando minacce alla sicurezza, calo degli investimenti, del commercio e del turismo, oltre a spopolamento e difficoltà nelle attività transfrontaliere. Ma con meno persone e meno risorse, queste aree diventerebbero più facilmente preda delle mire russe. Allo stesso modo, l’impoverimento e la decadenza potrebbero rendere chi rimane più sensibile alla propaganda dell’estrema destra e della Russia.

“Dall’inizio della guerra di aggressione della Russia, i luoghi che un tempo erano stati costruiti per la normale vita quotidiana, per lo shopping transfrontaliero e il turismo, ora vengono utilizzati per la sicurezza, attività a duplice uso, logistica, droni e supporto di emergenza”, ha affermato Fitto.

Da qui il piano per aumentare la resilienza di queste aree.

Le aree di intervento

La comunicazione presentata oggi individua cinque aree prioritarie:

Sicurezza e resilienza

• sviluppare l’Eastern Flank Watch, dell’iniziativa europea di difesa tramite droni, dello Scudo aereo europeo e dello Scudo spaziale europeo.
• creare una rete di professionisti per migliorare la preparazione e incoraggiare la cooperazione tra cluster di resilienza transfrontalieri.

Crescita e prosperità regionale

• facilitare l’accesso ai finanziamenti per aiutare i paesi interessati ad accedere a prestiti e supporto consultivo, riunendo il Gruppo della Banca europea per gli investimenti , altre istituzioni finanziarie internazionali e diverse banche promozionali nazionali e regionali.
• collaborare con la Banca Mondiale nell’ambito dell’iniziativa Catching-up Regions per stimolare lo sviluppo economico nelle aree più colpite.

Sfruttare i punti di forza locali

• dare priorità all’integrazione elettrica degli Stati baltici con le reti europee e sviluppare infrastrutture transfrontaliere per l’idrogeno, come il corridoio nordico-baltico per l’idrogeno .
• sostenere iniziative di industria circolare, tra cui valli di simbiosi industriale e hub regionali di bioeconomia.

Connettività

• promuovere la connettività digitale e potenziare le reti di trasporto, comprese le strade a duplice uso, le ferrovie e le infrastrutture portuali, nonché i collegamenti transfrontalieri con l’Ucraina e la Moldavia.
Persone
• affrontare lo spopolamento e la carenza di manodopera attraverso percorsi di formazione e occupazione e rafforzare le comunità attraverso il programma Media Resilience e la lotta alla disinformazione.

EastInvest

In base al piano, i Paesi coinvolti potranno usare parte dei fondi europei per lo sviluppo regionale per offrire garanzie alla Banca europea per gli investimenti, alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, alla Banca nordica per gli investimenti, alla Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa e alle banche nazionali per offrire credito a basso costo alle imprese delle loro regioni orientali. Lo strumento pratico sarà EastInvest, piattaforma che verrà creata il prossimo 26 febbraio con la firma da parte delle istituzioni finanziarie.

La Commissione si è anche impegnata a “riesaminare il modo in cui le regioni di confine orientali possano beneficiare al meglio delle opportunità offerte dal futuro Fondo europeo per la competitività”, 410 miliardi di euro per le imprese innovative dal 2028.

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